Partita aperta a Milano per le elezioni comunali del 2027. Nessuna vittoria scontata del Centrosinistra e nessun effetto referendum sulla riforma della giustizia. Almeno stando a due dei più famosi sondaggisti intervistati da Milano Quotidiano.
Pessato (Swg): “Milano, partita aperta”
“Il voto del 22-23 marzo fa storia a sé e non va assolutamente collegato con le Amministrative. C’è stata una buona affluenza poi calata alle ultime Comunali. Al referendum c’è stata una voglia di protestare contro una riforma non convincete ma questo non vuole affatto dire che abbia già vinto il Centrosinistra, né a Milano né a livello nazionale”, spiega Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg. “C’è poi da tenere presente che le elezioni locali viaggiano su un binario diverso da quelle politiche e non devono avere riferimenti nazionali da delle città dove si vota”.
A Milano comunque con Giuseppe Sala che non si può ricandidare il Centrosinistra è favorito, o no? “Se guardiamo solo all’elemento della stabilità sì. Anche alle elezioni regionali del 2025 le coalizioni uscenti sono state riconfermate anche con un altro candidato. Ma attenzione perché potrebbe anche giocare il fattore della voglia di cambiamento, un desiderio di rinnovamento dopo tanti anni e quindi la partita è certamente aperta”.
Mannheimer (Eumetra): “Vannacci? Decisamente sotto il 5%”
“In qualsiasi tipo di elezione tutti hanno sempre possibilità di vincere e quindi anche in questo caso la partita non è affatto chiusa”, afferma Renato Mannheimer, partner di Eumetra. Per quanto riguarda il candidato del Centrodestra, alla domanda se sia meglio un politico come Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, o un civico, Mannheimer risponde: “E’ difficile dirlo perché molto si basa sul programma e sul tipo di campagna elettorale. Ma che il candidato sia politico o civico l’importante per avere più possibilità di vincere è che la squadra che si propone come giunta sia formata da un mix di politici e civici. Questo è il punto chiave”.
Invece sul Centrosinistra, dove al momento in campo ci sono i nomi del giornalista e scrittore Mario Calabresi, figura riformista e moderata, e quello del capogruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino, esponente di sinistra Dem, l’esperto di sondaggi non si sbilancia su quale sarebbe la miglior scelta per il dopo Giuseppe Sala (che essendo al secondo mandato non può ricandidarsi): “Dipende da tantissimi fattori e anche qui dalla campagna elettorale e da che messaggio lancerebbero ai cittadini milanese. Impossibile dire che dei due sarebbe più forte”.
E infine Futuro Nazionale. Roberto Vannacci ha annunciato che il suo partito avrà un candidato sindaco a Milano (i rumor non confermati hanno parlato del giornalista Mediaset Paolo Del Debbio) e una squadra senza alcuna alleanza con il Centrodestra, ma quanto potrebbe valere a Milano città? “Meno che altrove, sicuramente meno che in altre zone d’Italia. Decisamente sotto il 5%”, sottolinea Mannheimer. Pessato però aggiunge che “un’area di protesta c’è anche in una città tendenzialmente moderata come Milano. La voglia di radicalità, oggi contro il caro-benzina e tra sei mesi chissà, esiste e si vede nei sondaggi”. Comunque Swg conferma la stima di Mannheimer. “Futuro Nazionale a livello nazionale è intorno al 4,5% e certamente a Milano non andrebbe oltre, al momento. Poi dipende dalla situazione politica al momento del voto”.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


