Milano Quotidiano

Sole e pelle, i consigli del professor Rongioletti: “Godiamoci l’estate senza correre rischi inutili”

Bambini, anziani, pelli chiare e soggetti a rischio devono prestare particolare attenzione: le regole per un’estate sicura partono da protezione, buon senso e diagnosi precoce

Professor Franco Rongioletti
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L’estate è il periodo dell’anno in cui milioni di persone si espongono al sole alla ricerca di benessere e abbronzatura. Ma qual è il confine tra un’esposizione salutare e un comportamento potenzialmente dannoso? Quali sono i benefici reali dei raggi solari e quali, invece, i rischi per la pelle nel breve e nel lungo periodo? Ne parliamo con il professor Franco Rongioletti, Professore di Dermatologia all’Università Vita Salute San Raffaele e Direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, tra i maggiori esperti internazionali nel campo delle malattie della pelle e della prevenzione dermatologica.

Professore, il sole è un alleato della nostra salute o rappresenta soprattutto un pericolo per la pelle? Come trovare il giusto equilibrio?
Il sole è allo stesso tempo un prezioso alleato e un potenziale nemico della nostra salute. L’esposizione alla luce solare favorisce la produzione di vitamina D, fondamentale per il benessere delle ossa, del sistema immunitario e di numerose funzioni dell’organismo. Inoltre, la luce naturale contribuisce al benessere psicologico e alla regolazione del ritmo sonno-veglia. Tuttavia, un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (UV) può provocare danni cutanei che si accumulano nel tempo, accelerando l’invecchiamento della pelle e aumentando il rischio di sviluppare tumori cutanei. Il giusto equilibrio consiste nel beneficiare degli effetti positivi del sole senza esporsi in modo eccessivo: esposizioni graduali, adeguata fotoprotezione, attenzione alle ore più calde della giornata e rispetto delle caratteristiche della propria pelle rappresentano le regole fondamentali.

L’abbronzatura continua a essere percepita come sinonimo di benessere e bellezza. Dal punto di vista scientifico è davvero così oppure è un segnale di difesa della pelle nei confronti di un danno?
Dal punto di vista scientifico, l’abbronzatura non rappresenta uno stato di maggiore salute della pelle. Al contrario, è una risposta di difesa dell’organismo all’azione dei raggi ultravioletti. Quando la pelle viene esposta al sole, aumenta la produzione di melanina, il pigmento responsabile dell’abbronzatura. La melanina svolge una funzione protettiva, cercando di limitare i danni che i raggi UV possono provocare al DNA delle cellule cutanee. In altre parole, l’abbronzatura indica che la pelle ha attivato un meccanismo di difesa in risposta a uno stress biologico. Questo non significa che ogni esposizione al sole sia pericolosa, ma è importante comprendere che il colorito abbronzato non è sinonimo di salute, bensì il risultato di una reazione protettiva dell’organismo.

Quali sono gli errori più frequenti che gli italiani commettono durante l’esposizione al sole e quali categorie di persone dovrebbero prestare maggiore attenzione?
Tra gli errori più comuni vi sono l’esposizione nelle ore centrali della giornata, quando l’intensità dei raggi UV è maggiore, l’utilizzo insufficiente o scorretto delle creme solari e la mancata riapplicazione del prodotto dopo il bagno o una sudorazione intensa. Un altro errore molto diffuso è pensare che una pelle già abbronzata non necessiti più di protezione. In realtà, l’abbronzatura offre una protezione molto limitata e non sostituisce l’uso dei filtri solari. Spesso viene inoltre sottovalutata l’esposizione quotidiana durante passeggiate, attività sportive o lavoro all’aperto, situazioni che comportano un accumulo significativo di raggi UV nel corso degli anni. Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini, agli anziani, alle persone con pelle chiara, a chi presenta numerosi nevi, a coloro che hanno una storia personale o familiare di tumori cutanei e ai soggetti che assumono farmaci fotosensibilizzanti, in grado di aumentare la sensibilità della pelle alla luce solare.

Negli ultimi anni si registra una crescente attenzione verso i tumori cutanei. Quanto conta la prevenzione e quali controlli dermatologici consiglia prima e dopo l’estate?
La prevenzione rappresenta lo strumento più efficace di cui disponiamo. Una quota importante dei tumori cutanei è infatti correlata all’esposizione cumulativa ai raggi UV e alle scottature, soprattutto quelle avvenute durante l’infanzia e l’adolescenza. Per questo motivo consiglio una visita dermatologica per controllo dei nevi almeno una volta all’anno, o con maggiore frequenza nei soggetti considerati a rischio. Un controllo prima dell’estate può essere utile per individuare eventuali lesioni sospette e ricevere indicazioni personalizzate sulla corretta fotoprotezione. Dopo l’estate è opportuno rivolgersi nuovamente al dermatologo qualora si osservino cambiamenti dei nevi, la comparsa di nuove macchie o lesioni che non tendono a guarire. La diagnosi precoce è fondamentale, poiché aumenta significativamente le possibilità di cura, soprattutto nel caso del melanoma.

Qual è il messaggio più importante che si sente di rivolgere ai lettori per vivere il sole in modo sicuro, senza rinunciare ai suoi benefici?
Il sole non deve essere né demonizzato né sottovalutato. Possiamo godere dei suoi benefici adottando comportamenti responsabili e consapevoli. Proteggere la pelle non significa rinunciare all’estate o alle attività all’aria aperta, ma imparare a esporsi in modo corretto. Il messaggio fondamentale è semplice: evitare le scottature, utilizzare adeguate protezioni solari, osservare regolarmente la propria pelle e rivolgersi al dermatologo in caso di dubbi. La vera bellezza non è un’abbronzatura estrema, ma una pelle sana che rimane tale nel tempo.

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