E’ la prima volta nella mia vita in cui sono d’accordo con Marco Travaglio. Dice dalla Gruber, a proposito del caso Minetti: o la Procura generale si rimangia il comunicato stampa nella parte in cui ci accusa di falso, e ci chiede scusa, oppure li denunciamo. Beninteso: non sono d’accordo con lui sulla grazia alla Minetti. Manco per niente. Ma quella parte, paradossalmente, mi interessa poco.
Se accusare un giornale è diffamazione, cosa dire delle vite distrutte?
La parte che mi interessa è questa: lui vuole denunciare la Procura perché ha scritto nero su bianco qualcosa che si ritiene diffamatorio, ovvero che Travaglio e il suo giornale hanno detto il falso. La Procura (non quella generale, l’altra, quella ordinaria che esce ogni giorno sui giornali) ha scritto di centinaia di persone assai di peggio: ha scritto di centinaia di persone che avevano rubato, corrotto, distratto fondi, fatto porcherie. Non ho mai visto che si scusasse per nessuna cosa. Altro che accusare un giornale di aver detto il falso. Si sono distrutte vite, senza chiedere scusa. E senza pagare.
Una denuncia simbolica contro l’arroganza giudiziaria
Travaglio sa benissimo che non gli chiederanno scusa, e che lui può denunciare di diffamazione quanto vuole, ma alla fine la sua denuncia varrebbe come un croccantino per il mio bassotto: verrebbe inghiottita e digerita ed espulsa senza nessuna esitazione. Quindi, io sono d’accordo con Travaglio. Vorrei tanto che denunciasse la Procura generale per diffamazione. E vorrei tanto che ci fosse un procedimento per diffamazione con la Procura generale alla sbarra. Non per questo caso Minetti, ma per tutte le altre centinaia di casi nei quali servirebbe tanto richiamare gli inquirenti alla loro grande responsabilità. Sarebbe un precedente importante: per questo dovremmo stare tutti con Travaglio.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)


