Tutti assolti. È questo il verdetto enunciato dalla giudice Paola Braggion nel processo per abuso edilizio e lottizzazione abusiva per il caso del grattacielo Torre Milano di via Stresa. Qualche mese fa, era stata la pm Marina Petruzzella a chiedere le condanne e la confisca della Torre. Un verdetto che ha fatto scoppiare uno scrosciante applauso di alcuni imputati presenti. Secondo la nota diffusa da Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, “i costruttori, gli architetti e i dirigenti comunali erano in buona fede poiché solo le pronunce più recenti hanno offerto ‘diverse interpretazioni’ del concetto di ristrutturazione e dell’obbligo del piano attuativo”.
Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese, commenta per Milano Quotidiano: “Sala e la politica nazionale e locale devono assumersi le proprie responsabilità per avere abdicato ai propri rispettivi compiti non rivendicando la competenza esclusiva del Comune nella destinazione del territorio e la competenza legislativa”. Samuele Piscina, segretario della Lega a Milano e consigliere comunale, afferma: “Fin dall’inizio avevamo evidenziato il fatto che non ci fosse un principio di illegittimità, e che quindi si potesse risolvere nell’immediato la questione con l’interpretazione della norma. Questa sentenza non fa altro che dare ragione a quello che noi abbiamo sempre detto: non c’erano illegittimità e non c’erano abusi. C’erano semplicemente dei costruttori che seguivano quelli che erano delle prassi consolidate del Comune di Milano”.
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