Milano Quotidiano

Torre Milano, un pensiero a Giancarlo (Tancredi)

Era assessore all'Urbanistica, si è dimesso ed è stato abbandonato dalla sua parte politica quando sono esplose le indagini della Procura

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Vorrei dedicare un pensiero dopo le sentenze di assoluzione per la vicenda della Torre Milano a uno che non era neppure indagato. Ma che dalla Torre Milano ha avuto un sacco di guai perché l’inchiesta sull’urbanistica – sugli stessi presupposti – si è allargata a decine di altre vicende. Potrei dedicare questo pensiero a Giovanni Oggioni oppure all’ottimo Franco Zinna, assolti entrambi. O a Ada Lucia De Cesaris, l’ex assessore oggi avvocato a cui sono entrati in casa per perquisirla. O al direttore generale del Comune di Milano, Christian Malangone, anche lui nel fuoco. O all’ex presidente di Assimpredil Regina De Albertis, anche lei svegliata nel cuore della notte per acquisire documenti. Pure a Manfredi Catella, tirato giù da un aereo e per il quale era stato chiesto l’arresto (si attende il suo libro, a proposito). Insomma, a tutti quelli che sono stati sbattuti sui giornali come mostri.

 

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E invece il mio pensierino è per Giancarlo Tancredi. Sì, quello delle chat con Beppe Sala (altra barbarie che siano state rese note, ma tanto non indaga nessuno qui). Sì, l’ex assessore all’Urbanistica. Quello che si è dimesso, che è stato abbandonato dalla sua parte politica. Quello che ha subito la mostrificazione del proprio operato e di quello dei propri dipendenti. Il mio pensiero va a lui.

(Un pensiero un po’ meno affettuoso per il Pd nazionale che ha affossato la Salva Milano: alla fine ci ha pensato un giudice a rimettere a posto le cose. Sempre così: blateriamo del primato della politica ma alla fine sempre dai Tribunali dipendiamo…)

 

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