Milano Quotidiano

Vannacci? Mi ritorna in mente Renzi

I due sono all'opposto su tutto. Ma li accomuna lo stesso sesto senso luciferino nel mettere in difficoltà il proprio schieramento per ottenere un vantaggio

Matteo Renzi e Roberto Vannacci
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Intendiamoci: i due sono all’opposto su tutto. Ma davvero su tutto. Perché Renzi ha fatto il presidente del consiglio, ha parlato di economia la gran parte del suo tempo, perché Renzi era, è, e sarà di centrosinistra (sicuramente non di destra). Perché sono diversi in tutto. Eppure, quando vedo Vannacci, mi ritorna in mente Renzi. E non solo perché i due stanno intrattenendo un duetto da un bel po’.

No, quando guardo Vannacci mi ritorna in mente Renzi perché possiedono lo stesso sesto senso luciferino nel mettere in difficoltà il proprio schieramento per ottenere un vantaggio. Si posizionano, per dirla alla napoleonica, sempre sulla collina – nel minor tempo possibile – con i cannoni pronti a sparare. Hanno un senso della posizione invidiabile, grazie al quale sono sempre pronti a trattare.

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Mi spiego: il centrodestra a Milano fa ammuina, i pranzi per scegliere i candidati, i lunghi casting, le ripetute promesse di scegliere presto. Poi arriva lui, il Vannacci, dalla Versilia. E spara il suo candidato, che è pure buono eh, perché sicuramente è un servitore della Patria, ma con Milano e il suo animo un po’ calvinista, un po’ radicale, sicuramente antifascista, è tutto da vedere se matcha. Comunque, Vannacci piazza là il Burgio, che lo dice pure chiaro e tondo (se poi il centrodestra mette qualcuno di buono, sono pronto a sostenerlo). E mettendo il Burgio, Vannacci si prende la scena. Presto, si prende la scena, perché il centrosinistra reagisce come era previsto attaccando a palle incatenate contro la prima minchiata sparata (i “rastrellamenti” annunciati per Rogoredo, che poi – era facile intuirlo – non sono di tipo nazista ma controlli di polizia in un posto fuori controllo…) Ovviamente il gioco è chiaro, e pure a sinistra c’è chi gioisce: chi meglio di Majorino può fare l’anti-Burgio?

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