Milano Quotidiano

Violenza sessuale di gruppo a Milano, due giovani si presentano in Procura per respingere le accuse

I ragazzi, assistiti dai legali, hanno reso dichiarazioni spontanee e respingono le accuse. Proseguono gli accertamenti su telecamere, celle telefoniche e analisi scientifiche

(immagine generata con l'intelligenza artificiale)
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Due ragazzi si sono presentati spontaneamente in Procura a Milano, assistiti dai rispettivi legali, nell’ambito dell’inchiesta sulla violenza sessuale di gruppo denunciata da una studentessa spagnola di 20 anni in Erasmus. La giovane aveva raccontato di essere stata aggredita nella notte tra il 22 e il 23 maggio dopo una serata in una discoteca di via Corelli. I due giovani intendono respingere le accuse e sostenere che non vi sarebbero stati abusi.

I due giovani si presentano spontaneamente in Procura

Si muove l’inchiesta sulla violenza sessuale di gruppo denunciata da una studentessa spagnola di 20 anni in Erasmus a Milano. Nella mattinata di di mercoledì 11 giugno due ragazzi, che risulterebbero tra i quattro giovani coinvolti nella vicenda, si sono presentati spontaneamente in Procura con i rispettivi avvocati per chiedere di essere ascoltati.

Il primo, 24 anni, assistito dall’avvocato Francesco Furnari, è arrivato negli uffici del pool del dipartimento di contrasto ai reati sessuali per rendere la propria versione. La difesa aveva chiesto che il giovane fosse sentito a verbale, come testimone o con interrogatorio. Gli inquirenti hanno invece stabilito che potesse rendere, se lo desiderava, dichiarazioni spontanee alla polizia giudiziaria della Procura. E così è avvenuto.

Poco dopo anche un secondo ragazzo, sempre assistito da un legale, si è presentato davanti all’ufficio della pm Letizia Mannella, che guida il pool specializzato. Anche a lui è stata indicata la stessa strada: eventuali dichiarazioni spontanee alla polizia giudiziaria. La linea difensiva, per entrambi, sarebbe quella di respingere le accuse e sostenere che non vi sia stata violenza.

Fino a martedì, secondo quanto emerso, non era stato notificato alcun atto a eventuali indagati nell’inchiesta condotta dalle pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro con la Squadra mobile della Polizia. La scelta del primo giovane di rendere dichiarazioni potrebbe però aver reso necessaria, a garanzia, la sua iscrizione nel registro degli indagati.

Gli investigatori stanno lavorando da giorni per identificare e ricostruire il ruolo dei quattro presunti aggressori, che sarebbero tutti giovani italiani. Al centro degli accertamenti ci sono le analisi scientifiche, le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i dati delle celle telefoniche.

La denuncia della studentessa spagnola: una violenza “brutale”

La vicenda risale alla notte tra il 22 e il 23 maggio. La ventenne, studentessa spagnola in Erasmus, aveva trascorso la serata in una discoteca di via Corelli, alla periferia est di Milano. Secondo quanto ricostruito dopo la denuncia, due giovani l’avrebbero avvicinata prima all’interno del locale e poi all’esterno, dove l’avrebbero trascinata in un luogo appartato. In un secondo momento sarebbero arrivati altri due ragazzi, chiamati dai primi, e gli abusi sarebbero proseguiti all’interno di un’auto. La violenza denunciata dalla ragazza è stata definita “brutale” da chi indaga.

La giovane già rientrata in Spagna, ma l’inchiesta prosegue

Dopo l’aggressione, la studentessa sarebbe stata accompagnata da un’amica in taxi alla clinica Mangiagalli, centro specializzato per questo tipo di casi. Successivamente si è recata in Questura per presentare denuncia. La giovane è stata poi ascoltata a verbale dagli investigatori e, in seguito, è rientrata in Spagna dalla sua famiglia. L’inchiesta prosegue ora per verificare ogni dettaglio del racconto della vittima e confrontarlo con gli elementi raccolti dagli investigatori.

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