Ormai ci siamo. E’ fatta. Fonti di governo ai massimi livelli riferiscono a Milano Quotidiano che la Legge di Bilancio per il 2027 conterrà una svolta per il tessuto produttivo nazionale: l‘estensione delle Zone Economiche Speciali (ZES) a tutta Italia. La misura, approvata dall’intera coalizione di maggioranza, rappresenta una vittoria politica della Lega, che ha spinto l’acceleratore sulla riforma per rimettere la questione settentrionale al centro dell’agenda politica e tornare a parlare direttamente al Nord e alla sua produttività, come chiesto a Matteo Salvini dai Governatori leghisti.
Fino ad oggi, lo strumento della ZES ha rappresentato una prerogativa esclusiva del Mezzogiorno, estesa di recente anche a regioni del Centro come le Marche e l’Umbria. In questi territori, il meccanismo ha funzionato come un potente magnete per gli investimenti, garantendo alle imprese un pacchetto drastico di semplificazioni burocratiche e, soprattutto, importanti crediti d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, unitamente a riduzioni d’imposta sul reddito derivante dalle attività nella zona transitoria. Una ricetta nata per colmare il divario infrastrutturale che ora si appresta a diventare universale.
Per le imprese e i cittadini della Lombardia, questa estensione promette di cambiare radicalmente le regole del gioco economico. Il tessuto imprenditoriale lombardo, da sempre motore trainante del Paese, non sarà più costretto a competere a svantaggio fiscale rispetto ad altre aree d’Italia o d’Europa. Con l’introduzione della ZES su scala regionale, le aziende locali beneficeranno di procedure autorizzative ultra-rapide, canali d’accesso prioritari per lo sviluppo industriale e forti sgravi fiscali per chi decide di investire in innovazione, digitalizzazione e transizione green.
I vantaggi per la Lombardia si tradurranno in una immediata attrattività per i capitali esteri, che vedranno nella regione non solo un hub logistico e finanziario d’eccellenza, ma anche un territorio fiscalmente competitivo. Per i cittadini, la misura si rifletterà in un impulso diretto all’occupazione, grazie all’apertura di nuovi stabilimenti e al consolidamento delle filiere manifatturiere esistenti, capaci di generare posti di lavoro altamente qualificati.
La paternità politica del provvedimento rivendicata dalla Lega segna un punto di svolta negli equilibri della maggioranza. Sebbene il via libera sia arrivato in modo corale da tutto il Centrodestra, la forte spinta impresso dal partito di Via Bellerio dimostra la volontà strategica di riconnettersi con il proprio elettorato di riferimento: quel mondo delle partite IVA, delle piccole e medie imprese e dei grandi distretti industriali del Nord che da tempo chiedeva segnali concreti per la crescita. Dal primo gennaio, la Lombardia e l’intero Nord avranno finalmente le stesse armi per correre nel mercato globale.
Un provvedimento che Salvini e la Lega useranno nella campagna elettorale per le elezioni 2027, prima Comunali e poi soprattutto Politiche, per recuperare consensi al Nord, fronteggiando così l’ascesa (stando ai sondaggi e tutta da verificare nelle urne) di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
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