Blitz della Polizia di Stato a Palermo nell’ambito di un’indagine antiterrorismo coordinata dalla Procura distrettuale antimafia. Nella mattinata del 7 aprile 2026 gli agenti della DIGOS, con il supporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno eseguito due decreti di fermo di indiziati di delitto nei confronti di due cittadini stranieri domiciliati nel capoluogo siciliano, accusati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.
Contestualmente sono stati eseguiti anche due decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti di altrettanti minorenni stranieri residenti a Marsala, nel Trapanese, indagati per detenzione abusiva di armi da sparo. I giovani sarebbero emersi nel corso delle indagini come contatti diretti dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due fermati avrebbero diffuso sui social network TikTok e Instagram contenuti di propaganda jihadista, con espliciti inviti alla violenza e all’uso delle armi “quale indefettibile strumento di lotta contro l’Occidente e i miscredenti”. I messaggi, corredati da immagini e video, richiamavano la “Jihad” e il martirio religioso, evidenziando – secondo gli inquirenti – un avanzato processo di radicalizzazione.
Particolarmente allarmanti alcuni contenuti intercettati online, nei quali si faceva riferimento all’eliminazione dei miscredenti “…da mandare all’inferno…” e al dovere di colpire le “…loro città sporche…” e le “…loro sporcizie politeiste…”. Espressioni che, secondo gli investigatori, configurano un’esplicita istigazione a compiere atti violenti anche sul territorio italiano.
Tra i materiali diffusi figurano immagini della Casa Bianca in fiamme con la bandiera dello Stato Islamico al posto di quella statunitense, nonché riferimenti a figure simbolo del jihadismo internazionale, come Osama Bin Laden e Abū Muḥammad al-ʿAdnānī, già leader dell’ISIS.
Emblematico anche un video condiviso dagli indagati: sullo sfondo del vessillo dell’Isis, un uomo vestito di nero compie atti di violenza su prigionieri inginocchiati con tute arancioni. Il filmato è accompagnato da un messaggio in arabo e inglese che recita: “Ascolta bene America e voi alleati dell’America sappiate questo, o crociati la situazione è più seria di quanto voi pensiate… stai combattendo contro un popolo che non può essere sconfitto o vincono o muoiono provandoci e la scadenza è fissata”.
Ulteriori post mostrano una bandiera americana strappata e sostituita con quella dello Stato Islamico, accompagnata dalla frase: “Il tempo è arrivato! Che la nazione di Maometto rinasca e questa rimuoverà la veste della vergogna e frantumerà la polvere dell’umiliazione e della trappola non c’è tempo per schiaffeggiare e urlare e con la grazia di Allah è spuntata di nuovo l’alba della gloria e il sole splendeva di Jihad e la luce di buone notizie e si profilava all’orizzonte la ricchezza e apparivano segni di vittoria”.
Le indagini hanno inoltre documentato attività di addestramento fisico da parte degli indagati, riprese in video con musiche religiose – i cosiddetti “Nasheed” – e accompagnate da gesti simbolici come quello dello sgozzamento. Tra le immagini più significative, anche quella della “Shahada” – la professione di fede islamica – affiancata da un fucile d’assalto AK47.
Nel medesimo contesto investigativo sono stati individuati altri tre minorenni stranieri, due nel Trapanese e uno nel Nord Italia, accomunati da una forte fascinazione per le armi. Sui loro profili social sono stati trovati contenuti che li ritraggono mentre maneggiano pistole semiautomatiche e armi da taglio, spesso associati a simbologie islamiche.
Al termine delle operazioni, i due indagati fermati sono stati trasferiti alla casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo. Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici e, a carico di uno dei fermati, anche una replica di pistola mitragliatrice priva del tappo rosso e materiale con simbologie islamiste. Nell’abitazione dei minori è stata invece rinvenuta una pistola soft-air, anch’essa senza tappo rosso.
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