“Mosca pagherà l’affitto per occupare il Donbass”

Il piano Usa scatena l'ira dell'Europa, che frena: "Serve il nostro ok"

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zelensky putin

Nuovi aggiornamenti sulle trattative per la tregua a Kiev. Come noto, nelle scorse ore è emersa l’esistenza di un documento in 28 punti che delineerebbe un possibile piano di pace tra Russia e Ucraina. Secondo il quotidiano britannico Telegraph, tale proposta includerebbe un meccanismo in base al quale Mosca verserebbe un affitto per esercitare il controllo sul Donbass orientale. Le fonti interpellate dal giornale sostengono che “in base all’accordo dell’amministrazione Trump, Kiev cederebbe il controllo del Donbass orientale, ma ne manterrebbe la proprietà legale. La Russia pagherebbe una rendita non rivelata per il controllo di fatto della regione”.

Il Telegraph rileva inoltre che l’idea di un “affitto di terreni” rientrerebbe nella logica di modelli economici utilizzati in passato per favorire la conclusione di accordi di pace, ricordando come “il Donbass è ricco di minerali. In cambio di questo territorio, Mosca può pagare una tassa fondiaria per compensare le perdite finanziarie subite dall’Ucraina a causa della perdita di accesso alle sue terre”.

Del presunto piano hanno parlato anche le autorità russe. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato all’agenzia Interfax che “al momento non si tengono vere e proprie consultazioni”, ma soltanto “contatti” tra Russia e Stati Uniti riguardo alla situazione in Ucraina. Ha ribadito che “al momento… non si tengono vere e proprie consultazioni. Ci sono certamente contatti. Ma un processo che si possa definire di consultazione non è in corso”. In una successiva dichiarazione, sempre tramite Interfax, Peskov ha aggiunto che “ogni momento è il migliore per una risoluzione pacifica, per una risoluzione con mezzi politico-diplomatici pacifici” e che “la Russia continua a rimanere aperta a questa soluzione”, evitando però ulteriori commenti sul documento descritto dalla stampa: “Non abbiamo alcuna novità, non ho nulla da aggiungere a quanto già detto”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, che su X ha osservato: “È necessario che entrambe le parti accettino concessioni difficili ma necessarie. Porre fine a una guerra complessa e mortale come quella in Ucraina richiede un ampio scambio di idee serie e realistiche. E il raggiungimento di una pace duratura richiederà che entrambe le parti accettino concessioni difficili ma necessarie. Ecco perché stiamo sviluppando e continueremo a sviluppare un elenco di potenziali idee per porre fine a questa guerra, basate sul contributo di entrambe le parti coinvolte nel conflitto”.

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La notizia del piano avrebbe immediatamente suscitato reazioni in Europa. L’Alta rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas ha spiegato che “noi sosteniamo una pace che sia giusta e duratura ma a ogni piano… per funzionare serve che l’Europa e l’Ucraina siano a bordo”. Da Parigi è arrivata la posizione secondo cui “la pace non può essere una capitolazione”, mentre testate ucraine hanno riferito che “il piano Usa-Russia non soddisferebbe Kiev”.

In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato alla cautela: “Sono solo indiscrezioni giornalistiche, è difficile commentare indiscrezioni giornalistiche. Quando sarà presentato faremo un’analisi approfondita. Come è sempre stato detto, l’Europa dovrà svolgere anch’essa un suo ruolo”. Tajani ha inoltre richiamato il valore strategico del Paese aggredito, affermando che “l’Ucraina rappresenta anche una barriera di sicurezza per l’Europa: se cade l’Ucraina aumentano i rischi per l’Europa e questo non possiamo assolutamente accettarlo né permetterlo”.

Anche la Germania ha espresso una posizione articolata attraverso il ministro degli Esteri Johann David Wadephul, che ha dichiarato: “Accogliamo con favore qualsiasi iniziativa volta ad avviare una fase negoziale, ma il prerequisito è che Vladimir Putin ponga fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, che si arrivi a un cessate il fuoco senza precondizioni. Solo allora potranno aver luogo negoziati equi”. Wadephul ha insistito sulla necessità di un ruolo attivo di Kiev nei colloqui, con l’obiettivo di costruire “un’architettura di sicurezza che, in primo luogo, garantisca che l’Ucraina possa vivere in sicurezza in futuro”. Ha aggiunto che “l’Europa dovrà essere coinvolta” e che sarà essenziale “imparare dagli accordi di Minsk per il futuro”. Il ministro ha infine ribadito che “deve essere chiaro… che l’Ucraina possa mantenere la sua sovranità”.

Franco Lodige, 20 novembre 2025

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