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Movimento 5 nullafacenti: Conte al 10% grazie al reddito minimo

I dati sui percettori del reddito rispecchiano i voti che prenderanno i grillini

conte giuseppe

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È il reddito di cittadinanza a mantenere in vita i Cinque Stelle. A certificarlo il sondaggio sulle intenzioni di voto curato da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, secondo cui è proprio il sussidio che riesce ad assicurare al Movimento un bacino di voti superiore al 10 per cento. La tesi di Pagnoncelli è peraltro suffragata da numeri che appaiono inequivocabili. Su un totale di 30 milioni circa di elettori che domenica 25 settembre si recheranno alle urne (il dato tiene già in considerazione gli astenuti) il M5s si attesterebbe attorno al 12 per cento, ovvero 3,4 milioni di voti circa. Un numero che, dati alla mano, appare perfettamente sovrapponibile all’attuale platea dei beneficiari del sussidio.

Secondo i dati Inps, infatti, i nuclei familiari beneficiari di reddito di cittadinanza sono attualmente 1,61 milioni, per un totale di 3,52 milioni di soggetti coinvolti. Più o meno il numero degli elettori che – secondo il sondaggio – il prossimo 25 settembre dovrebbero barrare il simbolo del Movimento 5 Stelle sulla scheda elettorale. Potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza? La risposta è no. Perché ad avvalorare ulteriormente la tesi di Nando Pagnoncelli ci pensa la geografia. Secondo i già citati dati Inps, al Nord i percettori del sussidio grillino ammontano a 443 mila, al Centro a 340 mila, mentre oltre 1,7 milioni si trovano nelle regioni del Sud.

Osservando nel dettaglio la distribuzione dei percettori si può osservare come il 22 per cento di essi si trovi in Campania, regione che da sola conta più beneficiari dell’intero nord Italia. Dando un’occhiata ai sondaggi politici realizzati da Pagnoncelli si scopre poi come i Cinque stelle siano accreditati al 20 per cento in Campania, guarda caso una percentuale quasi corrispondente a quella dei beneficiari dell’assegno pentastellato. Al contrario, il consenso di cui godono i grillini al Nord è alquanto limitato, esattamente come il numero dei percettori.

Lo studio di Pagnoncelli conferma dunque, laddove ve ne fosse ancora la necessità, cosa realmente sia il reddito di cittadinanza: una gigantesca operazione di voto di scambio. Probabilmente la più imponente che sia mai stata realizzata nella storia repubblicana.

Salvatore Di Bartolo, 4 settembre 2022