Qui al bar non sappiamo e, per la verità, nemmeno ci interessa, se l’ormeggio del gozzo di Roberto Fico fosse o meno “privilegiato”. Anzi, stiamo con lui quando dice che la politica dovrebbe occuparsi di cose più serie. Peccato che queste fossero proprio le facezie che hanno consentito al Movimento 5 stelle di fare, in passato, il pienone di voti, all’assalto dei privilegi della casta.
Spesso – è vero – ingiustificabili. Ma adesso che abbiamo tagliato il numero di parlamentari, com’è cambiato in meglio il bilancio statale? I pentastellati sono rimasti al governo dal 2018 al 2022: hanno risolto il problema della giustizia sociale? Proprio Fico fu protagonista – noi ce lo ricordiamo – di un siparietto abbastanza patetico: appena eletto presidente della Camera, volle raggiungere il Palazzo a piedi anziché in auto blu. Un ottimo modo per complicare la vita alla sicurezza, che comunque è tenuta a lavorare per garantire l’incolumità della terza carica dello Stato.
Casta o non casta. Anche quanto a provvedimenti di bandiera, il M5s si è perso in un bicchier d’acqua: quelli del reddito di cittadinanza si sono scordati di trovare un lavoro a coloro che promettevano di assistere e che, spesso, si sono arrangiati lavorando in nero e prendendo pure il sussidio; poi si sono inventati il superbonus, di cui hanno goduto prevalentemente famiglie della media borghesia.
Oggi scopriamo non tanto che Fico ha un ormeggio, ma che ha una barca. Parva, sed apta eo. Un po’ come a Giuseppe Conte, il signor pochette che adora le pregiate cravatte di Talarico, anche al candidato presidente della Campania piacciono le cose belle. Meno male. Alla fine, i fustigatori della casta ci sono arrivati: mentre noi facciamo caffè, loro si godono un Movimento a 5 stelle.
Il Barista
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