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Mr Bean è più statista di Beppe Grillo

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Noi Beppe Grillo, loro Mr Bean, eppoi dicono che il culo nella vita non sia importante. Suvvia, non scherziamo. Altrimenti qualcuno, a cominciare dai nostri lettori, sempre così vivaci e attenti nei loro commenti, dovrebbe spiegarmi come è possibile che a noi italiani sia toccato in sorte un comico, Beppe Grillo, finito a parlare e a fare politica (senza candidarsi mai) e invece agli amici inglesi, per farli ridere senza bisogno di mandare affanculo nessuno, sia capitato Mr Bean, ovvero l’attore britannico Rowan Atkinson, che giusto di recente ha detto la sua a proposito del talento e delle difficoltà di far ridere in questi tempi cupi.

Queste le parole di Atkinson: “Il problema è che su Internet abbiamo un algoritmo che decide ciò che vogliamo guardare e che alla fine crea una visione semplicistica e bidimensionale della società”. E ancora: “Sembra che si possa essere solo con o contro. Se sei contro allora meriti di essere cancellato, zittito. È come la folla nel Medioevo in giro per le strade alla ricerca di qualcuno da bruciare al rogo. Per chi è vittima di questi gruppi l’esperienza è terrificante”. Questo ha detto Rowan Atkinson, ovvero Mr Bean. Inglese.

Noi in Italia invece abbiamo un comico che sulla rete e grazie (non solo) alla rete ha messo su un movimento politico, i Cinque stelle, che ora ci governa con il Pd, la sinistra e i renziani dopo aver mandato affanculo tutti quelli che stavano (prima dei 5 stelle, ovviamente) al potere. Oh, ma toccano tutte a noi italiani!. Badate bene, non ci stiamo autocommiserando, ci mancherebbe. Semplicemente proviamo a prendere atto di un destino su cui c’è ormai davvero ben poco da ridere.

Il Corsaro Nero, 9 gennaio 2021