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Musk si droga? La (definitiva) risposta di Elon: “Se mi aiutassero…”

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musk sinistra

Lsd, cocaina, chetamina, ecstasy e funghi psichedelici. Aggiungiamo anche la marijuana, visto che una volta si fumò un cannone in diretta su Youtube. Se Elon Musk è davvero in grado di reggere tutte queste droghe messe insieme, guidare una decina di aziende (X, SpaceX, Tesla, Starlink, ecc ecc), incrementare la sua ricchezza di 95 miliardi di dollari in un anno, tenere un discorso logico al palco di Atreju e non essere ancora agli arresti, forse andrebbe più studiato in laboratorio che sottoposto al tribunale dei media.

Comunque, l’inchiesta del Wall Street Journal sulle presunte abitudini stupefacenti di Elon è da rispettare, come lo sono tutte le indagini giornalistiche. Partiamo dalle accuse. Il Wsj racconta alcuni episodi: nel 2018 Musk avrebbe fatto uso di Lsd durante una festa a Los Angeles. Poco dopo avrebbe fumato erba in pubblico. Nel 2019 avrebbe festeggiato con “funghetti magici” in Messico. E nel 2021 si sarebbe fatto di chetamina con suo fratello Kimbal Musk a Miami durante una festicciola. Tra i compagni di merende ci sarebbe anche un ex membro del Cda di Tesla e oggi un SpaceX, Steve Juvetson.

Occorre tuttavia dare conto di un paio di dettagli, rimasti quasi nascosti nei media italiani, e soprattutto dare conto della risposta del magnate sudafricano alle insinuazioni dei suoi detrattori.

Primo: l’avvocato di Musk, Alex Spiro, ha smentito categoricamente un’abitudine che, se fosse vera o confermata, metterebbe a rischio le collaborazioni di SpaceX con la Nasa (trasporto astronauti) e il Pentagono (acquisto razzi e utilizzo delle reti satellitari). Elon, assicura, viene “regolarmente e casualmente sottoposto a test antidroga a SpaceX e non ne ha mai fallito uno”.

Secondo: Musk non è mai stato proibizionista, come non lo sono – in teoria – i progressisti di mezzo mondo. Di sicuro quelli italiani. Causalmente, solo quando di mezzo c’è il fondatore di Tesla, diventato il nemico numero uno del clan del politicamente corretto woke, l’uso di droghe diventa il peggiore dei crimini. Basti pensare a quanti artisti, musicisti e attori, pizzicati con la polverina al naso, sono stati trattati con molta più benevolenza. Valga per tutto la risposta di Musk all’articolo del Wall Street Journal, pubblicata su X ad un utente che gli segnalava l’ampio risalto dato alla notizia dalla tv italiana: “Se le droghe potessero veramente aiutarmi a migliorare la mia produttività nel tempo, le prenderei sicuramente”.

Terzo: in queste ore, i media italiani si stanno concentrando e non poco sulle presunte capacità inalatorie di Musk. Si scandalizzano tutti, addirittura c’è chi – come Alessia Morani, del Pd – la scelta di portare Elon a Atreju non offrirebbe “un bel modello ai nostri giovani”. Lo stesso spazio non hanno trovato, invece, le rivelazioni sulla lista di personaggi che hanno avuto a che fare con Epstein in questi anni. Chissà come mai…

Franco Lodige, 9 gennaio 2023

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