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Napoleone e Paoli uniti contro la “cancel culture” - Seconda parte

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Mi piace concludere con le splendide parole di Paoli sempre intrise di enorme profondità: “Un popolo oppresso come quello corso è meritevole dell’aiuto divino. Anche nei momenti di disperazione ho mantenuto il coraggio confidando nella Provvidenza”. E a chi gli chiede perché non sia intervenuta prima risponde con aria nobile, seria e devota: “Perché le Sue strade ci sono ignote. L’adoro per ciò che ha fatto e La riverisco per ciò che non ha fatto”.

Come per il Manzoni, che proprio nel 1821 inizia a scrivere i Promessi Sposi, anche per Paoli è la Provvidenza il vero spirito del mondo. E da devoto cristiano qual era, credeva che questa non si manifestasse a cavallo ma nelle cose piccole, umili e magnifiche. Come la sua amata Corsica.

Nicolò Petrali, 5 maggio 2021

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Sessimo ovunque. Un'altra statua nel mirino delle femmiste - Redazione
27 Settembre 2021 18:43

[…] anche in Europa, prima in Inghilterra abbattendosi sul povero Churchill, poi in Francia con Napoleone e infine anche qui da noi con l’imbrattamento della statua di Montanelli a Milano e le polemiche […]

Paolo
Paolo
6 Maggio 2021 16:59

Napoleone a un certo punto ha fatto la scelta che per lui era quella più conveniente e che gli avrebbe consentito di soddisfare la sua grande ambizione di potere. Al contrario Pasquale Paoli ha fatto la scelta per lui meno conveniente, ma coerente con i suoi ideali e al servizio del popolo Corso. Tutti e due Corsi, però mi sembra facile giudicare per quale dei due sia stata vera gloria. In quanto al fallito assalto alla vicina Sardegna da parte di Napoleone, sconfitto grazie a Millelire, nel Municipio della Maddalena è ancora conservata una palla di cannone sparata dai Francesi in occasione della battaglia

Fabio
Fabio
5 Maggio 2021 22:29

Beh, nella mia città, Como, la via Pasquale Paoli è un grande viale di accesso alla città venendo dall’autostrada verso la piazza di Camerlata. Per questo fine da piccolo ho avuto la curiosità e l’ammirazione per la storia di questo patriota

Michele Ciaramella
Michele Ciaramella
5 Maggio 2021 17:50

Verso quest’ora, duecento anni fa, moriva Napoleone. “Così percossa, attonita La terra al nunzio sta” scriveva Manzoni. Di fronte ad una tale notizia, l’uomo resta muto, accorgendosi in un lampo che qualcosa di grave è successo. E’ la morte di un gigante della Storia, che si è fatto leggenda. Per quanti onori in Patria e non, abbia potuto avere in vita e da morto il Duca di Wellington, fieramente vittorioso a Waterloo, la sua grandezza è potuta durare ed essere ricordata nei secoli, soltanto per la grandiosità di quest’Uomo di “multiforme ingegno” alla pari di Odisseo. E’ bello per me ricordarlo proprio in questi momenti.

Felix
Felix
5 Maggio 2021 17:47

Articolo interessante; non so quante città possano vantare una via dedicata a Pasquale Paoli, Sassari, nel suo piccolo, sì

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
5 Maggio 2021 16:53

Durante la Rivoluzione Culturale le Guardie Rosse del Partito Comunista Cinese, al comando di Mao Tse-Tung, tentarono di distruggere il patrimonio storico, religioso, architettonico, urbanistico della Cina. Lo scopo era quello di costruire l’Uomo Nuovo.
Gli psicopatici attuali tentano di fare lo stesso.
Come Attila e Tamerlano.