Nell’ultima puntata de La Zanzara, il conduttore Giuseppe Cruciani ha puntato il dito contro l’ipocrisia di chi si è allontanato da Patrick Zacchi dopo le sue dichiarazioni contro Israele. “Adesso c’è una fuga, una fuga da Patrick Zaki. Una fuga di tutti da Patrick Zaki, lo studente egiziano naturalizzato italiano che ha detto che i veri assassini, i serial killer sono in Israele. Nessuno lo vuole più, nemmeno il Salone del Libro di Torino. Che ipocrisia!”, ha esordito Cruciani. “Ha smesso di essere l’angelo, l’icona, l’uomo da portare nelle trasmissioni per i diritti umani, come simbolo delle violazioni dei diritti umani. Non è più presentabile perché dice una cosa controversa, se non del tutto folle a mio parere, come quella su Netanyahu. Adesso non lo invita più nessuno.”
Il conduttore di Radio24 ha poi criticato coloro che manifestano a favore dell’intifada palestinese, sottolineando l’ipocrisia di sostenere un movimento che perseguita gli omosessuali. “Voglio far presente ai signori, voglio far presente al costoro, devono sapere che da Gaza, Palestina chiamatela come volete, i gay scappano, scappano, scappano, li perseguita non solo Hamas che li uccide, non solo Hamas che li ammazza come cani e hanno paura di confessare di essere omosessuali, ma anche l’autorità palestinese li bandisce perché dice che è una perversione, dice che è contraria ai principi della Palestina, ai valori che hanno loro, Hamas li uccide, hanno definito recentemente alcuni gay pride a Gerusalemme come una marcia di perversi, questo sono, per questi state sfilando, per questi vi state battendo, vergognatevi!” ha tuonato Cruciani.
Infine il conduttore ha affrontato il caso di Roberto Saviano, condannato a 1000 euro di multa per diffamazione per aver insultato Giorgia Meloni. Cruciani ha definito la vicenda come una “follia” e ha messo in discussione la validità di portare in tribunale una persona per questi motivi, dando ulteriore pubblicità al fatto. “Ora io dico una cosa, valeva la pena che un signore come Saviano, un autoproclamato intellettuale si facesse ancora più pubblicità e passasse come vittima portandolo a processo per alla fine essere condannato? Sì, condannato per diffamazione, ma a 1000 euro di multa. Valeva la pena di fare questa follia? Vale la pena portare in tribunale uno per fargli ancora più pubblicità?” ha concluso Cruciani.
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