Politica

No ad Atreju, sì al Pd: la patetica morale a targhe alterne di Montanari

Fascismo ovunque a destra, tolleranza totale a sinistra: l'immarcescibile indignazione selettiva del rettore

Tomaso Montanari © STILLFX tramite Canva.com
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Della bagarre fra il Ministro dell’Università Anna Maria Bernini e alcuni studenti ad Atreju si è parlato in lungo e in largo. Ma questa polemica è utile non tanto per ciò che dice sul rapporto giovani-istituzioni (cose trite e ritrite), quanto per vedere ancora una volta i puristi della correttezza politica fare la morale, dimenticando però quello che facevano i loro beniamini de’ sinistra quando erano al Governo.

In questo scenario si è esaltato Tomaso Montanari, rettore e finissimo membro dell’intellighenzia progressista sempre pronto all’indignazione da salotto. Il Prof., dopo i soliti consueti salamelecchi ai rappresentanti dei collettivi di sinistra travestitisi per l’occasione da semplici studenti, si è focalizzato su un altro punto: ha definito niente meno che “riprovevole” la presenza ad Atreju, allo stesso panel del Ministro dell’istruzione, della Presidente della CRUI (conferenza dei rettori e delle università italiane) Laura Ramaciotti poiché, dice: “è indecente che chi mi rappresenta vada a un festa di partito”. Sostanzialmente partecipare ad Atreju per Montanari non significa presenziare ad un dibattito edificante con tante forze in campo (cosa fattuale), ma semplicemente inchinarsi a una parte politica. Quale? Lo dice lui stesso, nel suo post su Instagram: “quella dei fascisti!”.

Poi però, nel lodevole quanto subdolo tentativo di voler risultare un intellettuale super partes, dignitoso, onesto, aggiunge con studiata solennità che il suo giudizio vale “a prescindere dal colore politico”. Quindi per Montanari se la presidentessa del CRUI avesse presenziato ad un incontro organizzato dal PD il suo commento dovrebbe essere stato lo stesso, una condanna feroce esattamente come quella riservata per la partecipazione ad Atreju.

E qui però casca l’as… Scusate, il rettore. Perché, pescando nei meandri dei ricordi, riaffiorano elementi che sbugiardano la meravigliosa e incorruttibile narrazione di Montanari. Si scopre infatti che, a dicembre dello scorso anno, la vecchia presidentessa della CRUI, Giovanna Iannantuoni, ha partecipato all’evento “Il futuro delle Università e del Diritto allo Studio”, organizzato dal gruppo regionale del PD Lombardia.

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E allora le domande sorgono spontanee: ma quando la precedente presidente della CRUI partecipava a incontri del Partito Democratico (peraltro con soli esponenti del PD, senza contraddittorio, cosa che invece ad Atreju è sempre presente) dov’era l’indignazione di Montanari? Dov’era lo sdegno del megarettore galattico e inflessibile? Dov’era il difensore dell’istituzionalità super partes? La risposta è semplice e imbarazzante: da nessuna parte. Zitto. Invisibile. Distratto. O forse, più banalmente, perfettamente a suo agio, goderecciamente compiaciuto.

Eppure bisognerebbe ricordare al caro Tomasino che anche in quel caso si trattava di un evento di partito, rivendicato come tale. Anzi, ad Atreju non ci sono simboli di partiti e ognuno è libero di dire la propria, da Renzi ad Angelo Bonelli. Ciononostante per Tomasino Atreju è letteralmente un coacervo di fascisti e si dice schifato se la sua più alta rappresentante istituzionale presenzia. Ma quando la sua rappresentante presenzia agli eventi del PD va tutto bene!

Questo, ormai lo sappiamo bene, non è un errore di valutazione. Non è una debacle e nemmeno un errore di memoria. È un riflesso automatico. La neutralità di questi soggetti vale solo contro la destra. Quando l’interlocutore sono i progressisti, quelli con la stessa casacca, la presenza diventa dialogo edificante. I compagni dopotutto si aiutano sempre.

Poi c’è anche una parte assai grottesca: Montanari e soci parlano come se vivessimo ancora in un’epoca senza archivi. Ma grazie a Dio internet e i social qualcosa di positivo la hanno: tutto resta. Le foto restano. I post restano. Gli eventi restano. La memoria è permanente. E anche questa volta, Montanari ha fatto una sonora figuraccia. Sarà per la prossima.

Alessandro Bonelli, 16 dicembre 2025

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