
Pare che oltre 11 milioni di persone ieri sera abbiano smesso di fare altro per ascoltare 15 minuti di ovvietà.
Coi tempi che corrono, meglio l’ovvietà che il nulla, però, trattandosi delle parole di chi dovrebbe garantire il rispetto, cioè la vita, della Costituzione, sono ovvietà che si trasformano nella solita banale ritualità (tra l’altro non riservata esclusivamente al 31 dicembre) di chi non vive il proprio ruolo per come è scritto nella “più bella del mondo”.
Non sono bastati 11 anni e non esiste un o una costituzionalista col coraggio necessario per dirlo – anche su una fanzine. Ma siccome il nostro ha avuto la fortuna di capitare in un momento storico in cui non ha concorrenza e in cui gli strumenti critici non esistono più, e l’accademia giurerebbe all’unisono, egli garba.
Chi si accontenta gode. Ma la Costituzione continua a essere calpestata.
Marco Perduca, 1° gennaio 2026
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