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Focus Assicurazioni - Terza puntata

Non autosufficienza e malattie croniche in vecchiaia, perché bisogna pensarci adesso

cura salute economia anziani assicurazione Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Un’Italia sempre più dai capelli d’argento, con inevitabili e molteplici complicazioni di salute. Si potrebbe radiografare così la situazione anagrafica del nostro Paese dove, ad oggi, quasi un cittadino su quattro ha già compiuto i 65 anni di età. Un esercito di pensionati, per un totale di 14,3 milioni di persone, che regalano alla nostra Repubblica il poco lusinghiero primato di seconda nazione più matura al mondo; solo il Giappone fa peggio. Questo non solo, come ha rimarcato lo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rappresenta uno scoglio per la sostenibilità del debito pubblico – vista l’elevata incidenza del Servizio Sanitario Nazionale sulle casse dello Stato in termini di costi, ma anche un problema strutturale da affrontare a livello di cure. Ecco perché nicolaporro.it, dopo aver analizzato i motivi per cui la prevenzione conviene a tutti e dopo essersi soffermato sui vantaggi di inserire una copertura assicurativa nel welfare aziendale, ha deciso di dedicare la terza puntata di questo focus in collaborazione con Unipol alle polizze long term care. Detto in estrema sintesi, si tratta delle assicurazioni che intervengono in caso di non autosufficienza.

 

Anziani non autosufficienti e con patologie croniche

Prima di proseguire giova ricordare due dati salienti: nel 2023 la mortalità è notevolmente scesa in Italia, portando la speranza di vita alla nascita a 83,1 anni; l’indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra over 65 e under 15, è inoltre ad oggi pari al 187,9%, in altre parole ogni 100 “giovani” ci sono 188 “anziani”. Si tratta di una prova ulteriore che la tragedia del Covid è ormai definitivamente alle spalle, ma conviene pensare per tempo a come mettere al sicuro la vecchiaia se insorgono malattie o disabilità: l’Istat stima infatti che già oggi ci siano 3,86 milioni di italiani over 65 con gravi difficoltà nelle attività funzionali di base. In sostanza, uno su quattro avrebbe bisogno di assistenza, mentre uno su cinque riscontra gravi difficoltà nel camminare o a fare le scale senza aiuto. Seguono poi altri problemi legati alla progressiva senescenza, quali l’udito o la vista (13,8%), la memoria e la concentrazione (8,2%). Come se non bastasse, spesso il nostro corpo inizia a dare segni di cedimento anche molto prima di entrare nella terza età: secondo l’Osservatorio Sanità UniSalute circa il 36% degli italiani maggiorenni soffre infatti di almeno una patologia cronica, incluso un 16% che convive con due o più patologie. Non solo, il 53% del campione non è soddisfatto del proprio stato di salute fisico, percentuale che sale al 67% tra chi soffre di multicronicità. Ci riferiamo qui per esempio a ipertensione arteriosa, artrosi e artriti, osteoporosi e diabete; tutte problematiche che sovente vengono diagnosticate dopo i 40 anni.

Il ruolo dei caregiver

L’ulteriore problema è che sempre più spesso le persone anziane e malate hanno necessità di assistenza, perlomeno saltuaria. A fornire un supporto sono in molti casi i famigliari, ma non sempre è possibile o sufficiente. Nel caso sia necessario appoggiarsi a un caregiver esterno, si può chiedere l’intervento delle politiche pubbliche, consci però che occorre fare i conti con risorse limitate rispetto alle esigenze e con notevoli complessità burocratiche. A fare da cornice normativa è ora la legge n. 33 del 23 marzo 2023, pensata proprio per cercare di semplificare le procedure e ridurre la frammentazione del settore così da migliorare l’assistenza. Tra i meriti della legge c’è sia quello di fornire una definizione di popolazione anziana non autosufficiente sia di predisporre “punti unici di accesso” (PUA) per la valutazione dei pazienti e la formulazione dei conseguenti “progetti assistenziali individualizzati” (PAI) con tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie. Una delle principali novità dell’intervento normativo, oggetto di una specifica delega, riguarda poi l’introduzione, in via sperimentale e progressiva, per le persone anziane non autosufficienti che optino espressamente per essa, di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale del beneficiario. La nuova prestazione universale, che sarà oggetto di specifico finanziamento con i decreti legislativi di attuazione, comprenderà servizi alla persona (servizi socioassistenziali domiciliari e di comunità rivolti alla non autosufficienza) ed erogazioni monetarie, di valore comunque non inferiore all’indennità di accompagnamento se goduta.

 

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Cosa offre Unisalute in caso di non autosufficienza o di malattie croniche

UniSalute adotta un approccio integrato che offre assistenza globale domiciliare ai pazienti non autosufficienti o fragili. Il primo passo consiste nella valutazione delle problematiche sanitarie e socio-assistenziali del paziente attraverso un “case manager” e una centrale di assistenza attiva 24 ore su 24: si va dalla prima raccolta di informazioni a distanza alla valutazione clinica a domicilio. In base alle specifiche necessità del paziente e della famiglia, viene quindi predisposto un Piano Assistenziale Individualizzato che eroga tutti i servizi necessari, coordinando servizi pubblici e privati. Grazie a Monitor Salute è inoltre possibile tenere sotto osservazione da remoto, tramite appositi device collegati con la centrale operativa del gruppo, le principali patologie croniche come diabete, ipertensione, asma e BCPO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). In particolare, il listino Unipol comprende due prodotti per la copertura del rischio di non autosufficienza: Unipol Autonomia e Unipol Autonomia Costante. In entrambi i casi si tratta di polizze di rendita vitalizia, ma con diverse finalità. Il prodotto a vita intera «Unipol Autonomia» consente infatti, a chi nell’età lavorativa non dispone di un budget rilevante, di proteggersi dal rischio Long term care grazie ad una particolare struttura di prodotto che differenzia il premio sulla base dell’anagrafe: un premio di importo contenuto fino a 70, e un premio più elevato dai 71 anni. In caso di non autosufficienza riconosciuta, si acquisisce il diritto a una rendita mensile vitalizia. In caso di interruzione dei versamenti, il contratto si risolve. “Unipol Autonomia Costante” è invece un classico prodotto a vita intera, con premio annuo costante per tutta la durata del contratto. In caso di accertato stato di non autosufficienza, la prestazione è una rendita mensile vitalizia; inoltre, per far fronte alle prime necessità, con il primo mese di rendita viene erogata un’ulteriore rata aggiuntiva pari a sei volte la rata di rendita mensile stessa. Il contraente ha la facoltà di sospendere il pagamento dei premi, mantenendo il diritto a una prestazione ridotta a condizione che siano state versate le prime otto annualità; nel caso di precedente interruzione dei versamenti, il contratto si risolve. Il prossimo passo di Unipol sarà coniugare in un prodotto assicurativo, utilizzabile pure in contratti collettivi, una rendita erogata in denaro a una serie di prestazioni assistenziali corrisposte in natura.

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