
Parliamo dell’incredibile vicenda di Valery Gergiev, il grandissimo direttore d’orchestra invitato da Vincenzo De Luca. Va detto che il Presidente della Campania è un genio e nelle varie interviste di oggi dice io sono io e voi non siete nessuno, tipico comportamento suo. Però mi spiace dar ragione non al ministro Giuli ma a Marco Travaglio, pensate un po’ voi come sono ridotto.
Il motivo? Una cosa molto banale: non si può confondere un popolo con chi lo governa e anche se questo Valery Gergiev è amico di Vladimir Putin, non me ne fotte assolutamente nulla. Gli artisti sono artisti, stanno in un altro campo, non li puoi giudicare. Anche i tennisti sono tennisti, stanno in un altro campo.
E poi, prima cosa: il popolo russo non può essere associato a Putin. Seconda cosa: c’è un pezzo di quel popolo, che è quello che gira per il mondo, che ha grandissime doti artistiche e sportive e non è che non bisogna invitarlo perché il suo leader è uno stron** ed è un invasore.
Non bisogna avere un’idea collettivista della società, quell’idea che piace tanto ai sovietici e alla destra sociale: non esistono russi, ebrei, palestinesi, esiste solo una somma di individui, come ci spiegava la Thatcher. Individui che possiamo anche sommare, ma solo fino a un certo punto.
E attenzione: questo non vuol dire che non ci sia un’identità dei popoli, ma da qui ad attribuire al direttore d’orchestra amico di Putin le colpe dell’invasione ucraina, ce ne passa.
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