Nuovo problema politico per il primo ministro britannico Keir Starmer. Il segretario alla Difesa John Healey ha infatti rassegnato le dimissioni denunciando l’insufficienza delle risorse destinate alle forze armate e accusando il governo di non voler investire quanto necessario per affrontare le minacce alla sicurezza del Paese.
La decisione è stata comunicata attraverso una lettera indirizzata allo stesso Starmer, nella quale Healey spiega di aver maturato la scelta dopo mesi di divergenze sul finanziamento del comparto difesa. “Questa è una lettera che non avrei mai pensato di scrivere, e lo faccio ora con grande rammarico e riluttanza”, scrive l’ormai ex ministro.
Secondo Healey, il contesto internazionale impone un rafforzamento delle capacità militari britanniche. Nella lettera richiama infatti la guerra in Medio Oriente e quella in Ucraina, sostenendo che tali scenari avrebbero richiesto ulteriori stanziamenti attraverso il Piano di Investimenti per la Difesa. L’ex titolare della Difesa afferma che il lavoro svolto nei mesi scorsi dal governo aveva evidenziato chiaramente l’entità delle esigenze militari del Regno Unito. Tuttavia, accusa direttamente il premier e il Tesoro di non aver dato seguito alle indicazioni emerse. “Da allora, non sei stato in grado, e il Tesoro non ha voluto, impegnare le risorse di cui la Nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce”, scrive Healey.
Nel documento, il ministro dimissionario ribadisce inoltre la necessità di portare la spesa per la difesa al 3% del Pil entro il 2030, sostenendo che una simile scelta potrebbe ottenere un ampio consenso politico. “Anche altri alleati europei stanno aumentando la spesa in questa direzione”, osserva. A suo giudizio, esistono soluzioni percorribili per sostenere economicamente tale aumento, anche attraverso una maggiore cooperazione internazionale e seguendo modelli già adottati da altri Paesi europei. Nonostante ciò, il piano predisposto dal governo viene giudicato insufficiente. Healey sostiene infatti che il livello di spesa previsto arriverebbe ad “appena il 2,68% del Pil nel 2030”, mentre già nel prossimo anno dovrebbe raggiungere il 2,6% grazie agli investimenti già programmati.
Il ministro uscente avverte che un finanziamento inferiore alle necessità rischierebbe di avere conseguenze dirette sulle capacità operative delle forze armate britanniche. “Senza un Piano di Investimenti per la Difesa all’altezza di questa fase storica, mi troverei costretto ad assumere decisioni che ridurrebbero la prontezza operativa delle nostre forze armate, aumenterebbero i rischi per il personale impegnato nelle missioni e il Paese potrebbe essere meno sicuro”.
Nella parte finale della lettera, Healey spiega che la mancata garanzia di risorse adeguate gli ha impedito di proseguire nel proprio incarico. “Dopo averti spiegato che non avrei potuto accettare un accordo che non garantisse alle nostre forze armate le risorse necessarie, non mi resta altra scelta che presentare le mie dimissioni dall’incarico di Segretario alla Difesa”.
Le dimissioni arrivano mentre il governo britannico è impegnato nella definizione di un piano di rafforzamento delle difese nazionali, la cui pubblicazione è stata rinviata più volte a causa dei contrasti interni tra il ministero della Difesa e il Tesoro. Il tema è diventato ancora più urgente anche alla luce delle pressioni esercitate sui Paesi della Nato affinché incrementino la spesa militare in risposta alle crescenti tensioni con la Russia.
Per Starmer si tratta di un nuovo elemento di difficoltà politica. Il premier è già sotto pressione all’interno del Partito Laburista dopo i risultati negativi registrati alle recenti elezioni amministrative e la perdita di un altro membro del governo rischia di aggravare ulteriormente la situazione.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


