Non si può dare un ministero alla prima persona che passa

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Plexiglas sì o plexiglas no? Da giorni il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è sul “banco degli imputati” per come sta gestendo il ritorno degli studenti a scuola.

Pietrangelo Buttafuoco sottolinea come un ministero così importante non può certo essere affidato al primo che passa.

Dalla puntata di Quarta Repubblica dell’8 giugno 2020

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6 Commenti

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  1. tutti i ministeri sono importanti e questo governo si distingue da tutti gli altri per avere dato in pasto la vita degli italiani alla parte peggiore dei carrieristi il cui spessore è quello di foglio di carta igienica.

  2. Tra qualche mese diranno che le mascherine sono nocive io sono obbligata a tenere la mascherina per ben quattro ore al giorno dopo un po’ devo uscire per poter respirare altrimenti mi gira la testa e mi viene la nausea evidentemente tanto bene non fanno

  3. Nella intervista Il dottor Porro fa una affermazione imprecisa: dice che la Azzolina è una Professoressa (per dire che quindi dovrebbe conoscere la scuola).
    In realtà la Azzolina è abilitata per fare la insegnante di sostegno e nella sua carriera ha fatto solo sostegno.
    Con tutto il rispetto per gli insegnanti di sostegno devo affermare di ritenere che un docente che gestisce una classe di 30 alunni alla volta (spesso avendo anche più classi) sia una cosa diversa da un insegnante che sostiene un alunno disabile o con deficit cognitivo.
    Forse il docente che gestisce intere classi ha una visione più appropriata di come si manda avanti una scuola rispetto ad un insegnante di sostegno.

  4. Un ministero che è stato di Giovanni Gentile ! Ultimamente la Fedeli, la Azzolina, una differenza che da tutta la misura del decadimento umano e morale della nostra classe dirigente, e non solo di quella politica. E’ una vergogna desolante, soprattutto perché non si vede nessuna prospettiva di miglioramento.

  5. Io sono un’insegnante e mi spiace smentire il Signor Ferrentino non mi reputo né ignorante né analfabeta, ma concordo con lui quando scrive che attualmente la scuola sforna alunni impreparati su tutti i fronti, incapaci di gestire qualsivoglia difficoltà che la vita inevitabilmente pone, per non parlare poi della preparazione culturale. In questi anni nella scuola non si è lavorato per coltivare dei buoni cittadini futuri cittadini che possano rendere competitivo il nostro Paese, ma ragazzi sempre meno responsabilizzati e sollevati da ogni possibile sforzo culturale.

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