Pasquale Griesi, sindacalista FSP della Polizia di Stato, dopo gli scontri in piazza dei Pro Pal, ha deciso di rompere il silenzio. E l’ha fatto spiegando qual è il sentimento degli agenti costretti a prendere le randellate da presunti pacifisti che scendono in corteo e alla prima occasione fanno menar le mani.
“Più che bilancio lo chiamerei bollettino di guerra – ha detto a 4 di sera – Noi abbiamo avuto all’incirca 250 colleghi feriti solo per le manifestazioni cosiddette pacifiste. In totale ne abbiamo avuti 350 all’inizio anno, quindi 250 solo per le manifestazioni pacifiste. Vedete, noi siamo arrivati al punto di dire, ora basta signori. La politica è responsabile dei nostri feriti. Noi abbiamo il dovere di portare a casa i colleghi integri, come vanno a lavorare e così devono rientrare. È inaccettabile che un poliziotto ritorni a casa ferito, in malo modo oltretutto. Oggi noi non siamo più disposti a prendere mazzate in strada. Non siamo più disposti a fare i manichini fermi, immobili e transenne umane per far sfogare questi criminali. Perché questi sono dei criminali, non hanno nulla a che fare con le manifestazioni pacifiste”.
Il discorso è chiaro: “Il Governo e tutta la politica deve prendersi una responsabilità chiara. La forza pubblica va utilizzata nei momenti giusti. Le manifestazioni sono garantite dalla Costituzione, ma noi dobbiamo reagire. Noi chiediamo soprattutto che la solidarietà venga espressa anche dopo, se ci difendiamo. Perché noi abbiamo il dovere di difendere i cittadini e il diritto di difenderci. Il diritto di tornare a casa”.
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