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Norma Cossetto stuprata? “Era fascista”. La frase choc della consigliera che denunciò abusi

Bagarre in consiglio comunale a Genova sulla targa alla giovane istriana seviziata dai partigiani titini. Bufera su Francesca Ghio, che in aula raccontò di essere stata violentata

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Il Consiglio Comunale di Genova è stato teatro di uno scontro acceso riguardante la memoria di Norma Cossetto, studentessa istriana stuprata e uccisa nel 1943 dai partigiani jugoslavi e insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile. Durante la seduta, il centrodestra ha presentato un ordine del giorno per chiedere alla sindaca Silvia Salis di ripristinare la targa commemorativa dedicata alla giovane, situata nel quartiere di Oregina, divelta nuovamente dagli attivisti di Genova Antifascista. Da tempo, la targa è al centro di continui atti vandalici che hanno scatenato tensioni politiche e sociali in città.

La frase che ha scatenato l’indignazione

Durante il dibattito sul tema, la consigliera comunale Francesca Ghio (Alleanza Verdi e Sinistra) è intervenuta, affermando che “per verità storica, Norma Cossetto era iscritta al partito fascista”. Questa dichiarazione ha immediatamente suscitato la reazione indignata dei consiglieri di centrodestra, che hanno chiesto l’allontanamento della consigliera dall’aula. In segno di protesta, molti rappresentanti della maggioranza hanno lasciato la seduta. Ilaria Cavo, deputata e capogruppo di Noi Moderati in consiglio comunale, ha dichiarato: “O se ne va lei o ce ne andiamo noi”.

A sorprendere è il fatto che Francesca Ghio è la stessa consigliera che, coraggiosamente, denunciò le violenze subite a 12 anni. Possibile che, chi è passata da un simile orrore, di fronte agli stupri, alle sevizie e all’omicidio della giovane istriana debba star lì a precisare che “era fascista”? Forse la Ghio dimentica anche che il Quirinale ha consegnato la medaglia a Norma Cossetto con la seguente motivazione: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”.

A seguito dello scontro, il presidente del consiglio comunale, Claudio Villa, ha deciso di sospendere i lavori e convocare una riunione dei capigruppo per tentare di riportare l’ordine. Tuttavia, i rappresentanti del centrodestra hanno scelto di non parteciparvi, accusando la presidenza del consiglio di non essere imparziale. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, ha definito le dichiarazioni di Ghio “di una gravità inaudita”, mentre Paola Bordilli, capogruppo della Lega, ha affermato: “Non accettiamo che si riscriva la storia”.

Nuovi atti vandalici sulla targa di Norma Cossetto

Poche ore prima del consiglio, la targa dedicata a Norma Cossetto era stata nuovamente danneggiata, con i responsabili che ne avevano rivendicato il gesto sui social network, in uno scenario aggravato dalla presenza di fumogeni e slogan contro il monumento. Questo episodio ha ulteriormente aumentato le tensioni tra i membri del consiglio comunale e le forze politiche locali, che si accusano reciprocamente di fomentare odio politico. Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, ha ribadito la necessità di una condanna unanime contro simili atti vandalici, sottolineando come colpiscano “non solo il ricordo di Norma Cossetto, ma anche la dignità delle donne”.

Il centrodestra critica la gestione della maggioranza

In seguito alla riapertura dei lavori consiliari, i gruppi di centrodestra hanno diffuso una nota congiunta in cui condannano quanto avvenuto in aula e criticano la gestione della seduta da parte della presidenza e della sindaca Salis. Nella nota, il centrodestra chiede agli esponenti della maggioranza di dissociarsi dalle dichiarazioni della consigliera Ghio, definendo il suo intervento come un tentativo di riscrivere la storia. “Ci aspettiamo una presa di posizione chiara e decisa da parte del presidente e della sindaca per evitare un futuro degenerare dei toni in aula”, recita il comunicato.

Fuori dall’aula ci sono poi state tensioni. Francesca Ghio ha denunciato che tre esponenti della minoranza l’avrebbero minacciata. “Mi hanno urlato in faccia a un centimetro, tanto che gli sputi mi sono arrivati in faccia. Mi sono state rivolte frasi come ‘vergognati, non sei degna di stare in quest’aula’, mi hanno detto ‘questa volta l’hai fatta grossa’, qualcun altro mi ha detto che la pagherò”. Alcuni consiglieri si sarebbero poi frapposti tra loro per evitare la rissa. “In quest’aula si chiede il minuto di silenzio – ha aggiunto la Ghio – si fanno ordini del giorno per una targa riferita a una donna, ma se questo è il comportamento che devono subire le donne in quest’aula per aver espresso un pensiero politico, allora dobbiamo mantenere tutti la dignità delle istituzioni”. Dura la nota del centrodestra: “Abbiamo detto chiaramente al presidente che o avrebbe allontanato la consigliera e vicepresidente Ghio, o ce ne saremmo andati noi – si legge nel comunicato -. Abbiamo avuto conferma di una conduzione dell’aula di parte. Non intendiamo piu’ accettare dichiarazioni violente senza che la presidenza del consiglio e la sindaca intervengano a moderare i toni e a fissare le verità della storia. Al contrario, è stata ridata la parola a Francesca Ghio che non ha smentito nulla ma ha continuato a provare a darci lezioni. Oggi si è superato il limite, per questo non abbiamo partecipato a capigruppo e lavori di aula. Ci aspettiamo una chiara presa di posizione della sindaca e del presidente del consiglio”.

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