Cronaca

Nuotatrici, il furtarello a Singapore pesa pure alla Guardia di Finanza

Oltre all'inchiesta federale, Chiara Tarantino rischia l'espulsione dal gruppo sportivo delle Fiamme Gialle

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L’increscioso episodio di Singapore, che ha visto coinvolte due nuotatrici italiane, chiama in causa ancora una volta un argomento a cui le nostre tifoserie sportive, alimentate con spirito calcistico dai vari commentari del servizio pubblico televisivo, non danno molta importanza: lo sport di Stato in stile DDR. Tant’è che una delle due ragazze coinvolte, che avrebbe infilato nella borsa dell’altra atleta due flaconi di oli essenziali con l’evidente scopo di non pagarli, appartiene al gruppo sportivo Fiamme Gialle, ovvero la struttura sportiva della Guardia di Finanza.

In questo senso, per comprendere in maniera sintetica ed esauriente la questione è sufficiente riportare una passaggio esplicativo pubblicato su Wikipedia: “Come per gli altri gruppi sportivi delle Forze armate, le Fiamme Gialle danno la possibilità ad un atleta di discipline meno note e sponsorizzate di diventare un professionista a carico dello stato, ossia atleta di stato.” Ora, che a commettere il tentato furtarello, ripreso impietosamente dalle telecamere del negozio in cui è avvenuto il fatto, sia stata una ragazza che rappresenta il corpo di polizia più temuto da sempre dagli imprenditori privati, implica tutta una serie di considerazioni di carattere etico che probabilmente alla stessa ragazza non sono minimamente passate per l’anticamera del cervello.

Probabilmente, e qui torniamo al contesto in cui questi sportivi di élite sono inseriti, il fatto di essere coccolati e riveriti dal sistema pubblico nel suo complesso, al solo scopo di ottenere le solite medaglie con cui esaltare un popolo in gran parte formato da pantofolai (secondo l’Istat solo il 28,7% degli italiani sopra i 3 anni pratica in continuità una attività sportiva), potrebbe alimentare quel senso di onnipotenza ancora piuttosto presente negli individui ancora molto giovani, facendoli vivere in una sorta di bolla in cui tutto, o quasi, sembra essere loro concesso. Potremmo definirla la sindrome post moderna del bimbo viziato.

In questo senso sembra confermare questa tesi un articolo, pubblicato su Fanpage da Maurizio De Santis. Secondo quest’ultimo, infatti, ci troveremmo di fronte ad “Un episodio fondato sul tentativo di appropriarsi d’un paio di confezioni minuscole di balsamo. Un episodio fondato sul nulla per il quale s’è dovuta smuovere la Farnesina”. D’altro canto, che volete che siano due minuscole confezioni di balsamo rispetto ai pesanti allori con i quali i nostri azzurri, riveriti e coccolati a nostre spese, stanno glorificando il nostro amatissimo Paese di Pulcinella. Come si suol dire, la medaglia non olet.

Claudio Romiti, 1° settembre 2025

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