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“Nuova normalità”: la frase inquietante di Mattarella

Il presidente della Repubblica si congeda dal Colle di fronte agli ambasciatori. E parla di Covid

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La frase è passata un po’ in cavalleria, coi media distratti o sordi alle inquietanti parole di Sergio Mattarella. Ieri il presidente della Repubblica si è congedato dal Colle di fronte agli ambasciatori d’Italia nel mondo e, prima di dare i saluti ai cittadini durante il cenone di capodanno, ne ha approfittato per lanciare un paio di messaggi di non poco conto.

1. Il primo, rilanciato in pompa magna da tutti i giornali, metteva in guardia dall’eccessivo spazio concesso ai no vax sulle trasmissioni tv: un editto bulgaro fuori luogo, visto che certo il Colle non può scegliere i palinsesti delle tv. Sorvoliamo.

2. Il secondo, ben più importante, riguardava il tipo di vita cui torneremo una volta che ci saremo liberati definitivamente del Covid e della sua liturgia del terrore. “La normalità che, ad oggi, siamo riusciti a riconquistare (circondata da cautele e da misure di vigilanza sanitaria) – ha detto Mattarella – è già diversa da quella che conoscevamo. La normalità che perseguiamo non sarà comunque il ritorno al mondo di prima”.

Avete capito? Ripetiamo: “La normalità che perseguiamo non sarà comunque il ritorno al mondo di prima”. Da brividi. Perché se la nuova normalità è quella di avere i virologi star che canticchiano jingle di Natale in salsa pro vax, uno resta disgustato ma può farci anche il callo. Se invece il ritorno al futuro prevederà restrizioni, stato di emergenza continuo, abbracci vietati, test, obblighi vaccinali, green pass, super green pass, super maxi green pass col tampone, beh: allora il discorso cambia. Perché l’idea di vivere per sempre una “normalità” sotto l’egida del terrore ci mette ansia.

Che la più alta carica dello Stato veda nel futuro una “normalità” diversa dal mondo che avevamo prima, fa sorgere non poche preoccupazioni. Perché qui non parliamo di rivoluzioni scientifiche, di un boom economico o so che altro: ciò che contraddistingue il mondo pre-Covid da quello attuale sono le limitazioni alle libertà personali. E sinceramente c’è chi vorrebbe tornare il prima possibile a respirare l’aria di un Paese che non è costretto a controllare 14 diversi green pass se gestisce un hotel. Questa (presunta) nuova “normalità”, ci fa un pochetto schifo.