Commenti all'articolo O sei a favore degli sbarchi o sei fascio-populista (!)

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Orlo
Orlo
3 Febbraio 2019 20:58

Era in risposta a @Flavio Castaldi.
Mi è sfuggita in testa…pardon…

Orlo
Orlo
3 Febbraio 2019 20:57

Mi fa piacere notare la tua verve ruspante. Ogni tanto ci vuole qualcuno che spezzi la monotonia,quasi monocorde,di reazionari conservatori che abitano il blog di Porro. Comunque ho cognizione di cosa sia un reazionario. Sia il Pasolini,che ilSartori lo erano. Il Sartori era un antiberlusconiano e questo,a molti basta per reputarlo un progressista liberaldemocratico,ma il succo del suo pensiero politico stava tutto nel ritenere pericolosa la tv nel processo di selezione delle classi dirigenti politiche. Già questo ne faceva un reazionario conservatore il quale nn so in che epoca pensasse di vivere,dal momento che il fenomeno televisivo era già stato scoperto predominante sulla radio(chissà se ci fu anche un Sartori ai tempi,che si scagliò sulla radio come mezzo di pericoloso per la formazione delle classi politiche. Credi di si,ma nn voglio approfondire,se vuoi fallo pure te)dalla vittoria di Kennedy. Quando ci fu l’avvento dei social network,credo che ebbe un’ulteriore botta. Insomma,ci ha regalato delle tesi politiche delle più disparate,ma nn seppe rendersi progressivo nel suo percorso umano. Come il Pasolini era orientato verso un’orizzonte bucolico dall’alto della sua agiatezza. Un decrescista ante literam,quand’ancora la società italiana stentava ad avere una bistecca alla settimana nel piatto,ello era già satollo come un principe. Il quale si ritenava a bordo della fuoriserie giulia 2000,un benefattore. Mi dirai che la sua produzione cinematografica era… Leggi il resto »

Raffaello Morelli
Raffaello Morelli
3 Febbraio 2019 11:58

E’ essenziale svelare la vera posta in gioco sui migranti. L’avversario dei liberali è il mondialismo, il quale rifiuta l’esperienza degli ultimi secoli. Secondo i mondialisti, i diritti umani vengono prima della libertà; invece l’esperienza mostra che essi vengono dopo la libertà perché è solo la libertà a renderli praticabili. La libertà non è un diritto di natura come vorrebbero i mondialisti. E’ una costruzione faticosa tra individui reali, che crea meccanismi atti a promuoverla e a conservarla, da manutenere in base ai risultati. Costruire la libertà richiede l’esistenza di istituzioni territoriali, ove i cittadini possano vivere al meglio e decidere di cambiare in autonomia. Ad oggi, non si è mai giunti alla libertà e poi ai diritti senza cominciare dal processo di maturazione civile in un territorio. I mondialisti sminuiscono il concetto di cittadino in uno stato e profetizzano che ciascuno è cittadino del mondo e deve seguirne i precetti umani. Questa idea non amplia i diritti dandoli a chi non li ha, ma toglie, a chi già li ha, il controllo sui governanti e da più potere alle elites rafforzate dal superamento dello stato. Il mondialismo divarica la connessione tra il cittadino e lo stato in cui vive e sceglie (non a caso il mondialismo non tratta le dinamiche di integrazione interne in Africa). In chiave mondialista la… Leggi il resto »

Emanuele
2 Febbraio 2019 8:45

È curioso come chi si erge a paladino della libertà di espressione è poi il primo ad offendere e a voler censurare chi ha un pensiero diverso dal proprio.

Quando mi dicono che faccio dei discorsi razzisti rispondo con una domanda: cosa c’è di razzista in quello che ho detto? È il modo migliore che ho trovato per lasciare a bocca asciutta il mio interlocutore.