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Occhio ai social: ecco come sono spiati gli americani

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Il disastro di Biden sul Fentanyl

La follia di confine del presidente Biden non sta solo uccidendo migranti e agenti delle forze dell’ordine statunitensi; sta uccidendo bambini e distruggendo famiglie attraverso il massiccio afflusso di droghe. Il titolo 42 – una regola dell’era Trump e uno dei pochi freni agli attuali massicci afflussi di migranti – scadrà dopodomani. Questo accrescerà la migrazione illegale, e con essa il movimento mortale del fentanyl oltre il nostro confine meridionale Usa. Il silenzio della Casa Bianca su questo tema è assordante. La scorsa settimana, un gruppo di legislatori repubblicani ha inviato una lettera al presidente chiedendo un incontro sulla crisi del fentanyl.

La lettera, firmata dal rappresentante Jim Banks (R-Ind.), Chip Roy (R-Texas) e altri, mette in evidenza il silenzio di Biden dopo una precedente richiesta inviata in ottobre (senza dubbio per evitare cattive notizie prima dei midterms). Da allora quasi 10 mila americani sono morti per cause correlate al fentanyl nelle settimane successive. Meth e fentanyl nel 2021 hanno ucciso per overdose 107 mila statunitensi, secondo i dati del CDC. Come denunciato da Sam Quinones, un giornalista che sta indagando sull’epidemia di oppioidi in America, denuncia che le forme sempre più ultra-pure di entrambi i veleni sono un enorme motore del boom di senzatetto nelle città governate dai democratici.

Dopo Denver anche il sindaco di El Paso dichiara lo stato di emergenza per l’afflusso di migranti

Il sindaco Oscar Leeser è per la cronaca un democratico. Un numero record di migranti è stato sorpreso ad attraversare il confine tra Stati Uniti e Messico sotto il presidente Joe Biden, anche lui democratico entrato in carica nel gennaio 2021, alimentando gli attacchi degli oppositori repubblicani. Gli agenti di frontiera statunitensi hanno incontrato una media di oltre 2.400 migranti al giorno in un tratto di confine di 268 miglia noto come settore di El Paso nell’ultima settimana, secondo i dati pubblicati dalla città, un aumento del 40% rispetto a ottobre. Con l’aumento degli arrivi di migranti alla fine di agosto, la città ha lanciato un programma di autobus che ha inviato quasi 14 mila migranti a New York e Chicago, affermando che molti venezuelani stavano arrivando senza sponsor statunitensi. La città ha interrotto il programma a ottobre quando l’amministrazione Biden ha iniziato a espellere i venezuelani in Messico ai sensi del titolo 42, ma ora ha dichiarato lo stato di emergenza.

L’Uruguay vuole vendere la marijuana di stato ai turisti stranieri

Obiettivo è fare cassa. Il progetto di legge è stato presentato dal deputato del Frente Amplio, di sinistra, Eduardo Antonini da a club e esercizi turistici la possibilità di vendere la marijuana di stato (legalizzata da Musica nel 2013). Secondo un rapporto dell’Istituto per la Regolazione e il Controllo della Cannabis (IRCCA), quasi 100 mila stranieri entreranno ogni anno per consumare cannabis legale.

Cuba ha la connessione Internet peggiore al mondo

Speedtest, la società americana di servizi di diagnostica Internet con sede nel Montana, classifica l’Avana come la città con la velocità di Internet più lenta al mondo. Meglio dell’Avana anche Port-au-Prince e Kabul. Secondo il rapporto, la velocità media nella capitale cubana non supera i quattro Mbps, mentre in Qatar, che è al primo posto, sono oltre 160 Mbps, seguito da Oslo (Norvegia), Dubai (Emirati Arabi Uniti) e Shanghai (Cina), tutte con velocità superiori a 150 Mbps. Il rapporto fornisce anche informazioni sull’accesso a Internet via cavo. Delle 194 città che hanno superato il test di velocità, L’Avana è al 193° posto mentre all’ultimo posto c’è Aleppo, in Siria, entrambe con velocità medie che non superano i 2 Mbps.

Qui in testa ci sono invece Pechino e Shanghai, rispettivamente con una velocità di 252 Mbps e 227 Mbps, seguite da New York con 225 Mbps. In un test effettuato da CubaNet al di fuori delle ore di punta nella provincia di Mayabeque, la velocità di Internet non ha superato i 500 Kbps nelle reti 4G. Da aggiungere che il regime esercita il controllo su tutti i servizi Internet, siti web e server privati virtuali, reti comunitarie e reti private, nonché contratti di telecomunicazione. Nonostante il peggior servizio al mondo cubani continuano a pagare uno dei prezzi più cari al mondo, non avendo altre opzioni.

Il 2022 è l’anno più mortale mai registrato per i giornalisti messicani

Finalmente lo scrive anche Associated Press che ne ha contati 15, molti dei morti erano giornalisti di piccole città altri in grandi città, soprattutto Tijuana. Minacciato ieri anche Flavio Reyes de Dios, direttore di un sito di notizie online a Palenque, una città nello stato meridionale del Chiapas dove la moglie messicana uccise un italiano appassionato di cultura maya e su cui scrivemmo. Salvo per miracolo Gómez Leyva, uno dei giornalisti più noti del Messico e un bersaglio frequente delle invettive del presidente Andrés Manuel López Obrador. Katherine Corcoran, autrice di “In the Mouth of the Wolf: A Murder, a Cover-up and the True Cost of Silencing the Press”, ha affermato che una delle principali ragioni per cui le uccisioni di giornalisti sono rimaste ostinatamente alte in Messico è che dietro a molti omicidi ci sono funzionari del governo.

“Quando la corruzione del governo viene denunciata i giornalisti muoiono”, ha denunciato un ex capo dell’ufficio dell’Associated Press in Messico. López Obrador respinge qualsiasi copertura critica della stampa come proveniente da giornalisti corrotti che lui chiama ogni mattina in conferenza stampa “i suoi avversari”. Lo scorso febbraio, dopo che cinque giornalisti erano già stati uccisi, il presidente ha affermato che i giornalisti “mentono come respirano”.

Sono 12 gli ex agenti dell’Fbi assunti ai vertici di Twitter in vista delle elezioni 2020

Più di una dozzina di ex federali si sono riversati nella società nei mesi e negli anni precedenti all’acquisto del social network da parte di Elon Musk a ottobre. Numerosi i direttamente coinvolti nella censura del laptop di Hunter Biden, nell’ottobre 2020.

Big Tech, il grande fratello dei progressisti 

Ne scrive oggi il New York Post. Una delle più grandi storie del 2023 sarà come l’Fbi, la Sicurezza nazionale e altre forze dell’ordine federali hanno segretamente lavorato per anni con la Big Tech per censurare e spiare i cittadini americani. Grazie all’apertura dei file di Twitter da parte di Elon Musk, le prime prove sono in bella vista. Le e-mail mostrano agenti dell’Fbi che dirigono i dipendenti a limitare determinati tweet e accedere ai dati di Twitter per identificare i titolari di account. La sorveglianza, senza un ordine del tribunale.

Data l’audacia degli agenti e la cooperazione dei dipendenti di Twitter, è certo che schemi simili abbiano luogo a Facebook e in altre big tech dei social media. Una storia che si ripete negli Usa, visto che quasi 50 anni fa, il Church Committee del Senato Usa aveva denunciato lo spionaggio interno illegale da parte della Cia, dell’Fbi e dell’Irs. Unica differenza: i media mainstream di oggi sono a proprio agio con lo spionaggio e la soppressione della libertà di parola, almeno fino a quando è diretta contro i conservatori.

Paolo Manzo, 19 dicembre 2022


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