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Oggi la ridicola manifestazione pro-Pal: che brutta fine il Pd

Partito spaccato, oratori scomodi, le schermaglie di Conte: quanti grattacapi per Elly Schlein

pd schlein Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Oggi la sinistra scende in piazza a Roma per “difendere Gaza”. Una manifestazione annunciata in pompa magna da Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra, che porterà – dicono – circa 50 mila persone da piazza Vittorio fino a piazza San Giovanni. Sul palco, in prima fila, ci saranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: un parterre che più ideologico di così non si può. Tutti uniti nel chiedere il cessate il fuoco, lo stop all’invio di armi a Israele e la sospensione dell’accordo di associazione tra Ue e Stato ebraico. Non mancano gli oratori scomodi, tanto da causare problemi interni al Nazareno, basti pensare a Rula Jebreal. Insomma, un copione già scritto, che ricalca la mozione unitaria presentata in Parlamento.

Ma c’è un piccolo dettaglio, non proprio trascurabile: i palestinesi non ci saranno. E non per caso. L’Associazione dei Palestinesi in Italia ha preso le distanze dalla sfilata, definendola “un gesto vuoto, se non dannoso”. E l’Associazione degli studenti palestinesi in Italia ha rincarato la dose: “Non siamo disposti a manifestare accanto a chi ha sempre ignorato o strumentalizzato la lotta del popolo palestinese. La Palestina non è un’operazione di marketing politico”. Attenzione anche a eventuali manifestazioni di odio. Al corteo di oggi, ha assicurato la Schlein ai microfoni di Repubblica, “non ci sarà alcuno spazio per l’antisemitismo, contro cui noi continueremo a batterci, come dice la nostra storia. La critica durissima che facciamo alle azioni di Netanyahu non è antisemitismo. Vogliamo due popoli e due Stati in convivenza pacifica”. Ma il timore è quello di osservare alle solite sceneggiate codarde dei soloni affascinati da Hamas.

Insomma, mentre la sinistra italiana si appropria del dramma mediorientale per guadagnare qualche titolo di giornale (e magari, questa la speranza, qualche voto in più), chi quella causa la vive sulla propria pelle accusa Schlein e compagni di ipocrisia. E non è finita: la sinistra radical chic organizza manifestazioni “per la pace” dimenticandosi di invitare proprio chi dovrebbe essere il protagonista. Un dettaglio che dà la misura di quanto questa mobilitazione sia più utile ai partiti che alla causa palestinese. Ieri, a Milano, l’altra metà del centrosinistra – quella di Renzi e Calenda – si è ritrovata al teatro Parenti per un’iniziativa parallela con i riformisti del Pd. Anche lì grandi parole e tanti selfie, anche discutibili.

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Come vi abbiamo raccontato, il Pd è diviso. I riformisti sono scesi in piazza ieri a Milano, mentre la Schlein ha deciso di abbracciare l’iniziativa capitolina con gli alleati, con buona pace degli ospiti scomodi. Una scelta che la segretaria spera sia vincente, ma i dubbi restano e non solo al Nazareno. Emblematiche le perplessità sul Movimento di Giuseppe Conte, che mina lo spirito unitario con le sue prese di posizione incendiarie. Certo, l’infedeltà dell’autoproclamato avvocato del popolo sono visibili a occhio nudo, solo la Schlein non se n’è accorta. Ebbene, Giuseppi ieri è entrato in tackle: “Non voglio una coalizione se poi, come successo con Prodi, si scioglie come neve al sole”. Che bordata. E ancora, sulla possibilità della Schlein candidata premier: “Mi sembra un po’ prematuro, un tantino”. Alleanze che scricchiolano, nonostante le sviolinate di rito.

La Schlein sogna Palazzo Chigi e qualcuno ha persino iniziato a giocare al totoministri, ma in realtà in casa Pd sarà necessario valutare l’esito dei prossimi appuntamenti. E non ci riferiamo solo alla manifestazione di oggi a Roma, che potrebbe diventare un autogol per numerosi fattori. Il riferimento è al referendum in programma tra domani e lunedì, un appuntamento sul quale la Schlein ha puntato tanto, al punto da diventare l’unico bersaglio in caso di flop. Sì, perchè nessuno potrà bussare alla porta di Conte, che furbescamente è salito sul carro senza fare troppi proclami. Se l’affluenza sarà fallimentare, inizieranno i problemi per Elly. Senza dimenticare il pressing dei riformisti, tutt’altro che intenzionati a restare lì, in disparte e in silenzio, ad osservare le gesta dell’ammucchiata Schlein-Conte-Fratoianni-Bonelli.

Franco Lodige, 7 giugno 2025

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