Il 25 giugno 2025 il governo tedesco ha annunciato che non fornirà più finanziamenti alle Ong che operano nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo. La decisione segna un cambiamento netto rispetto alle politiche della precedente coalizione di governo. Fonti del ministero degli Esteri hanno spiegato che “il governo federale non prevede più di erogare sussidi alle Ong impegnate nel soccorso di civili”.
Ong sul piede di guerra
Gorden Isler, presidente dell’Ong Sea-Eye, ha espresso preoccupazione per questa decisione. “Da dieci anni colmiamo una lacuna nel Mediterraneo che dovrebbe essere coperta dagli Stati europei, inclusa la Germania,” ha dichiarato. Isler ha sottolineato che i finanziamenti governativi erano essenziali per organizzare missioni che hanno salvato vite. Ora, senza questi aiuti, alcune operazioni potrebbero non essere più possibili. “Questo significa che, nonostante ci siano emergenze in mare, saremo costretti a restare in porto,” ha aggiunto.
Le reazioni in Italia
La scelta del governo tedesco è stata accolta positivamente da alcuni esponenti politici italiani. Lucio Malan e Galeazzo Bignami, rispettivamente presidente dei senatori e capogruppo dei deputati di Fratelli d’Italia, hanno commentato favorevolmente la notizia. Malan ha definito la decisione “opportuna” e coerente con le richieste del suo partito, che da tempo sostiene di ridurre i sostegni alle Ong. Anche Bignami ha descritto la mossa come una “svolta significativa” e ha ribadito che l’immigrazione clandestina può essere gestita con interventi mirati.
Sostegno alla difesa militari
Tra i motivi dietro questa decisione, alcuni osservano la politica di Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, che ha mostrato un forte impegno a incrementare la spesa nella difesa. La percentuale del 5% del PIL destinata agli investimenti militari è sostenuta dalla Germania in linea con la richiesta della NATO. C’è chi teme che questi nuovi orientamenti stiano reindirizzando risorse inizialmente destinate all’aiuto umanitario verso ambiti legati alla sicurezza militare.
Sea-Eye, una delle principali Ong attive nella regione, sottolinea che il Bundestag dovrebbe continuare a garantire il proprio sostegno nel bilancio federale per evitare un peggioramento delle condizioni di chi affronta traversate pericolose alla ricerca di un futuro migliore. La Germania è uno dei Paesi europei con una posizione di rilievo nelle politiche migratorie. La sua scelta di interrompere i finanziamenti alle Ong è destinata non solo ad avere un impatto immediato sulle operazioni di soccorso, ma potrebbe anche spingere altri Paesi a rivedere le loro politiche in materia. Questo cambiamento segna una svolta significativa nella gestione della migrazione verso l’Europa, specialmente nelle aree più esposte nel Mediterraneo.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


