Open Arms, è finita! Magistrati sconfitti: Salvini assolto del tutto

Caporetto per la Procura di Palermo: anche la Cassazione riconosce la follia del processo al viceministro e leader della Lega

13.1k 127
salvini open arms (1)

É fatta. È definitivo. L’assoluzione di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Open Arms, non potrà più essere messa in discussione. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione della Cassazione che hanno rigettato il ricorso per saltum presentato dalla Procura di Palermo dopo l’assoluzione di primo grado. Il Procuratore Generale della Cassazione aveva richiesto il rigetto del ricorso avanzato dalla Procura di Palermo e la conferma dell’assoluzione, già pronunciata in primo grado nel dicembre 2024, poiché “il fatto non sussiste”.

Gli eventi del 2019 e l’accusa contro Salvini

I fatti risalgono all’agosto 2019, quando Matteo Salvini ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno. La nave Open Arms, con a bordo 147 migranti soccorsi in mare, rimase per 19 giorni bloccata tra acque internazionali e italiane, a poche miglia da Lampedusa, senza ricevere l’autorizzazione allo sbarco. Tra i passeggeri si trovavano uomini, donne e minori in condizioni critiche. La tensione a bordo portò a evacuazioni parziali e a episodi di disperazione. Salvini applicava in quel periodo la politica dei “porti chiusi”, in linea con il decreto Sicurezza bis, che vietava lo sbarco nei porti italiani.

Le motivazioni della giustizia

La Procura di Palermo aveva accusato Salvini di violazione degli obblighi di soccorso e di una illegittima compressione della libertà personale dei migranti, chiedendo una condanna a sei anni di reclusione. Tuttavia, i giudici di primo grado nel dicembre 2024 avevano assolto Salvini con la formula “il fatto non sussiste”, sostenendo che la competenza a indicare un porto sicuro spettava allo Stato di bandiera della nave, in questo caso la Spagna. Tale mancanza di un obbligo giuridico diretto di consentire lo sbarco ha portato all’esclusione del reato penale.

Il ricorso per saltum e la decisione finale della Cassazione

La Procura di Palermo aveva optato per il ricorso “per saltum”, portando direttamente in Cassazione la sentenza di primo grado senza passare per l’appello. Nel corso dell’udienza di ieri, la difesa di Salvini, rappresentata dall’avvocato Giulia Bongiorno, ha definito il ricorso “totalmente inammissibile” e privo di fondamenti tecnici che dimostrassero la sussistenza degli elementi del reato contestato. Secondo il Procuratore Generale della Cassazione, “non sussistono elementi per ribaltare l’assoluzione”. I giudici della Quinta sezione penale hanno così rigettato il ricorso e confermato l’assoluzione di Salvini in via definitiva.

La reazione di Salvini e lo svolgimento del processo

In relazione alla sentenza, Matteo Salvini ha ribadito sui social: “Difendere l’Italia non è un reato”. La vicenda processuale era iniziata nel 2019 e ha attraversato diverse fasi, passando per la richiesta di autorizzazione al Senato e il successivo rinvio a giudizio. Il processo di primo grado si era concluso con l’assoluzione nel dicembre 2024, mentre il ricorso della Procura era stato presentato quest’anno per contestare l’interpretazione dei giudici sulle norme internazionali e costituzionali relative al soccorso in mare.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version