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Blocchi stradali e zuppe sui quadri

“Organizzazione criminale”. Maxi-blitz contro gli attivisti per il clima

In Germania scattano 11 perquisizioni. Gli eco-attivisti di Last Generation: “Una intimidazione”. Il sostegno di Carola Rackete

last generation germania

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La notizia serpeggia nei quotidiani tedeschi, anche se al momento non con grande risalto visto gli scandali che coinvolgono il Parlamento Europeo col Qatargate. Oggi però in diverse località delle Germania la polizia ha dato il via a perquisizioni massicce nelle abitazioni di molti attivisti per il clima. Parliamo degli aderenti a quella sigla, Last Generation, che abbiamo imparato a conoscere anche in Italia per il blocco dei raccordi anulari e per il lancio di zuppe varie sulle opere d’arte.

Cretinate, le abbiamo definite. Secondo le autorità tedesche però uno dei blitz organizzati da Last Generation in Germania potrebbero portare all’accusa di essere una “organizzazione criminale”. L’indagine riguarda 11 persone che vengono accusate a vario titolo di “disturbo del servizio pubblico”: le perquisizioni sono state eseguite in tutta la Germania, in Baviera, Assia, Bassa Sassonia, Baden-Württemberg e Meclemburgo-Pomerania. Negli scorsi mesi gli attivisti hanno organizzato azioni di sabotaggio di un oleodotto e una raffineria di petrolio a Schwedt. In primavera gli eco-ambientalisti hanno cercato di interrompere il flusso di petrolio, cui sono poi seguite ulteriori azioni di protesta che in diversi casi hanno provocato l’interruzione di adduzione del petrolio. La ripetizione del presunto reato, scrive il Die Welt, avrebbe portato i magistrati a formulare l’accusa di formazione di una organizzazione criminale. Forse un tantino esagerata come ipotesi, peraltro già scartata da altre procure, visto che permette ai magistrati anche di intercettare telefoni e piazzare microspie. Ma quel che è certo è che in Germania, così come in Italia, si sta intensificando l’attenzione delle autorità di polizia nei confronti di un fenomeno che rischia di produrre non pochi disservizi. Non a caso altri attivisti di Ultima Generazione a novembre erano stati indagati e perquisiti per ordine della procura di Dresda che li accusa di “danneggiamento” per essersi incollati le mani alla cornice di un dipinto.

I diretti interessati hanno replicato, ovviamente, parlando di “tentativo di intimidazione” e di “criminalizzazione” della libertà di riunione e protesta. “”Noi agiamo a viso scoperto e con i nostri nomi. Se c’è bisogno di avere informazioni sul nostro conto, non serve alcune perquisizione”. Aiméè van Baalen, portavoce tedesco di Last Generation, sempre al Die Welt ha aggiunto che le persone stanno scendendo in piazza perché “il governo federale sta violando la nostro costituzione e continua a non rispettare gli accordi di Parigi“. Le autorità hanno sequestrato agli 11 indagati telefoni cellulari e laptop. Sostegno agli attivisti è arrivato anche dai Fridays for future tedeschi di Greta Thumberg: “Condanniamo con la massima fermezza le repressioni perpetrate in questo momento contro gli attivisti di LastGeneration. Questa criminalizzazione delle proteste per il clima è sproporzionata e pericolosa”. Parole simili utilizzate anche da Carola Rackete.