Cronaca

Orrore a Belfast: migrante tenta di sgozzare un irlandese

Scoppia la polemica nel Regno Unito: il 40enne ricoverato in gravi condizioni con lesioni al volto, al collo e alla schiena

Irlanda
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Il governo britannico ha invitato alla prudenza e ad abbassare i toni dopo il grave accoltellamento avvenuto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, un episodio che ha suscitato forte attenzione pubblica anche per la diffusione online di video particolarmente cruenti.

Secondo quanto riferito dalla polizia, la vittima è stata ricoverata in ospedale nella tarda serata di lunedì con lesioni gravi al volto, al collo e alla schiena. Gli agenti hanno fermato un uomo sudanese sulla trentina, attualmente trattenuto con l’accusa di tentato omicidio. Sul luogo dell’aggressione è stato recuperato un coltello da cucina.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire le ragioni dell’attacco. Il vice capo della Police Service of Northern Ireland, Ryan Henderson, ha precisato che al momento non emergono elementi che possano collegare il fatto a un’azione terroristica. Henderson ha inoltre escluso il coinvolgimento di altre persone, sottolineando come l’episodio abbia inevitabilmente generato forte preoccupazione tra i residenti.

La vicenda è arrivata anche al Parlamento britannico. Il leader del Democratic Unionist Party, Gavin Robinson, ha dichiarato che il presunto aggressore si trovava nel Regno Unito grazie a un visto della durata di cinque anni e ha chiesto misure più severe per contrastare quella che ha definito un’immigrazione fuori controllo. Più prudente il ministro per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, che ha affermato di non poter confermare se l’uomo fosse entrato illegalmente nel Paese.

Anche il primo ministro Keir Starmer è intervenuto sulla vicenda, definendo l’aggressione «sconvolgente» e ribadendo di non tollerare scene di violenza di questo tipo nelle strade britanniche. Da Downing Street è arrivato un appello alla calma, accompagnato dall’invito a consentire alle forze dell’ordine di svolgere le indagini senza pressioni o interferenze.

Polizia e rappresentanti istituzionali hanno inoltre chiesto ai cittadini di evitare la condivisione delle immagini dell’aggressione diffuse sui social e di non contribuire alla circolazione di notizie false o non verificate.

Il caso arriva a pochi giorni da un’altra vicenda che ha alimentato polemiche nel Regno Unito. La scorsa settimana è stata infatti pronunciata la condanna per l’omicidio di Henry Nowak, ucciso a Southampton nel dicembre scorso. Vickrum Digwa aveva inizialmente sostenuto falsamente di essere stato vittima di un’aggressione a sfondo razziale da parte dello stesso Nowak. Quando gli agenti giunsero sul posto, considerarono inizialmente il ferito come sospettato, accorgendosi solo successivamente delle sue condizioni e tentando di rianimarlo.

Digwa è stato riconosciuto colpevole di omicidio per aver colpito la vittima con un pugnale sikh ed è stato condannato all’ergastolo, con una pena minima di 21 anni. La vicenda ha acceso un acceso dibattito sul comportamento delle forze di polizia e sulle questioni razziali. Una manifestazione organizzata dopo la morte di Nowak è degenerata in scontri, durante i quali alcuni partecipanti hanno lanciato sedie e pietre contro gli agenti. Diverse persone sono state successivamente incriminate per disordini violenti.

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