Oltre le crypto. In un mondo in cui anche l’economia sta diventando sempre più digitale, le banche si stanno attrezzando per mettere in campo infrastrutture tecnologiche sicure in grado di supportare in modo affidabile questo cambiamento. Laura Segni, Responsabile Legal Advisory Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo, ha illustrato a Nicolaporro.it come il maggior gruppo bancario italiano, nonché uno dei principali in Europa, stia lavorando proprio in questa direzione con un’ampia visione sul futuro.
La chiave di volta, del resto, è rappresentata proprio da un approccio capace di esplorare le opportunità della nuova tecnologia in ambito finanziario. “La blockchain (tecnologia digitale che certifica le transazioni, ndr) è spesso legata alle crypto, invece più precisamente dovremmo parlare di un’infrastruttura tecnologica sulla quale possano viaggiare strumenti molto diversi. Quelli più importanti e che promettono di avere più sviluppo sono le cosiddette stablecoin, monete private legate però a una moneta ufficiale e dunque garantite da riserve in moneta reale”, ha affermato Segni al riguardo. Il banco di prova della blockchain – ha dunque sottolineato – sembra essere quello del sistema dei pagamenti, “che potrebbe diventare molto più rapido, economico e sicuro”.
Intesa Sanpaolo, va ricordato, presidia la blockchain dal 2014 con un team dedicato. “Le banche sperimentano tantissimo, perché questa è una tecnologia innovativa che non va fermata. La blockchain viene oggi interpretata dalle banche come un’infrastruttura che dovrà integrare progressivamente le strutture dei mercati finanziari già esistenti”, ha spiegato ancora Segni. E ancora: “Le banche si attrezzano per fare sperimentazioni, avere un team in grado di lavorare su blockchain e fare progetti mirati per provare determinate attività di business già su blockchain. Per esempio, Intesa Sanpaolo l’anno scorso ha emesso un bond insieme a Cdp”.
Marco Leardi, 16 settembre 2026
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