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Peggio del virus c’è lo statalismo italiano

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Pandemia e malgoverno, più il secondo che la prima, hanno prodotto grandi danni all’economia di un Paese, l’Italia, già malandata di suo. Le previsioni sul calo del Pil sono da vertigine. Tuttavia, il danno maggiore non è il danno ma il rimedio: lo statalismo. Il governo, fin da quando siamo entrati in emergenza nazionale, non fa altro che annunciare l’arrivo di soldi. Viene alla mente quella battuta di Totò che a chi gli diceva, in Miseria e nobiltà, che ormai si mangiava pane e veleno rispondeva così: “No, Pasquale, qua si mangia solo veleno”. Ecco, qui si mangia solo veleno, solo annunci.

Solo annunci che poi diventano veleno, come nel caso del signor Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, che ha dato del “pigro” a chi non è riuscito a riaprire la propria attività dopo due mesi di chiusura forzata. E l’accusa di “pigrizia” viene da chi ha fatto dell’ozio una filosofia di vita con il reddito di cittadinanza. Ma anche quando dovessero arrivare i soldi, cosa ne farà il governo? Convoca nientemeno che gli Stati generali. Si può immaginare una più chiara ammissione di incapacità? Persino i soldi diventano un problema quando non si sa come investirli. Perché abbiamo il governo della decrescita e dell’ozio mentre si investe per crescere e lavorare. La verità nuda e cruda, mettendo da parte nazionalismi improvvisati a scopo propagandistico, è che non è l’Europa un problema in Italia, è l’Italia un problema in Europa.

L’Italia è un Paese talmente ideologizzato che la sua cultura politica sfocia nello sciamanesimo. Da noi il problema diventa soluzione. Il problema, grande quanto il Monte Bianco, è la presenza dello Stato nel mercato, nella sanità, nella scuola, nelle vite che non a caso sono state perfino requisite al di là della Costituzione, della situazione reale e della sicurezza. A fronte del problema qual è la soluzione? Lasciare alle imprese, vecchie e nuove, autonomia, liberarle dalla eccessiva e stupida burocrazia, fare in modo che chi lavora non abbia fastidi inutili e inconcludenti, non intromettersi nei legittimi e leciti interessi altrui e non creare dipendenza, protezioni pelose, sussidi. Invece, il mondo viene capovolto e il problema viene presentato come la soluzione. Così lo Stato amplia ancor di più la sua presenza fino al punto di pensare di farlo diventare socio delle aziende tramite l’uso della Cassa depositi e prestiti. Si moltiplicano le “regole” e i “regolamenti” e ogni azione umana deve essere sottoposta al vaglio e all’autorizzazione di nostra signora burocrazia.

L’ideologia che impera è che ogni cosa debba essere “autorizzata” e ciò che non è prescritto – come una ricetta medica – è pericoloso e dannoso. In questo modo si crea la grande mostruosità della cultura italiana: la dipendenza della mente degli Italiani dallo Stato che diventa, allo stesso tempo, una sorta di Padre Buono e di Mostro Cattivo che con il suo benestare decide cosa è bene e cosa è male.

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Albert Nextein
Albert Nextein
11 Giugno 2020 23:20

Non so come fare altrimenti.
Vorrei invitare G. Desiderio alla presentazione su Zoom del 18 prossimo ore 20.30 del libro Coronavirus – Stato di paura.
E’ un libro scritto a più mani, di taglio irriducibilmente libertario.
Lo ha coordinato Leonardo Facco.
Saranno presenti online, ed interverranno, Lew Rockwell e Xavier Milei.
Se Desiderio ne ha interesse, se ha del tempo giovedì prossimo 18 Giugno , me lo faccia eventualmente sapere sulla mail qui sotto , cosicché io possa fargli avere il link.

Vittorio
Vittorio
11 Giugno 2020 10:58

L’uscita di Tridico merita un ulteriore commento. Lo stato, socio occulto che tutti noi abbiamo, è in grado di percepire utili a prescindere dai risultati economici. Se non è soddisfatto , a differenza di un normale socio di capitale di un’azienda , può mandare l’ufficiale giudiziario per ottenere ciò che pretende. Quanto dichiarato da Tridico mi pare sia una manisfestazione di nervosismo e irritazione. Si deve essere fatto due conti e il probabile crollo verticale dei contributi versati dalle aziende e autonomi, rischia di mettere in difficoltà l’INPS sotto la sua gestione. Tridico ha accusato alcuni imprenditori di pigrizia. Probabilmente nella sua testa li accusa di disfattismo di mussoliniana memoria. Questi burocrati danno per garantito che gli imprenditori pieghino sempre e comunque la schiena. ( Tridico si è ben guardato da ringraziare le aziende che hanno anticipato la cassa integrazione, detti anticipi credo pesino per circa la metà di quanto a oggi pagato ) Ma la forza dei conti a questo giro per molti può portare a scelte diverse. Un’azienda che già prima dell’epidemia aveva qualche difficoltà, si ritrova in una situazione dove subisce un crollo del fatturato e un peggioramento del proprio debito ; secondo i nostri governanti dovrebbero indebitarsi ulteriormente per pagare il pregresso. Insomma fare come fa lo stato da sempre. Ma un’azienda non può ragionare così.… Leggi il resto »

Rosi Pacros
Rosi Pacros
11 Giugno 2020 7:33

Siamo a un passo dallo stato di polizia che tutto controlla e tutto indirizza; l’ apice dell’ ideologia sovietico-comunista che serpeggia nelle menti delle sinistre nostrali, oramai vuote di scopi e di contenuti ma che non mollano il desiderio del Controllo Totale sulla vita dei cittadini. Per raggiungere tale obiettivo si servono della propaganda del’politically correct’ diffusa attraverso i potenti mezzi comunicativi contemporanei ma anche di brache del potere costituito quali la magistratura e la tentacolare burocrazia. Non si tratta della trama di un film, no purtoppo è la realtà.

COLOMBO GIAN PAOLO
COLOMBO GIAN PAOLO
11 Giugno 2020 6:32

Chi è questo Kim , un discendente del dittatore coreano. Abbiamo questa gente in Italia vi rendete conto ……criminali comunisti che puntano al parassitismi togliendo a chi lavora e fa sacrifici…che siano stramaledetti!!!

Kim
Kim
10 Giugno 2020 23:06

Dovete rassegnarvi cari borghesucci e cagnolini dei padroni. I punti da cui ripartire sono: Espropriazione della proprietà privata ed impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato.Imposta fortemente progressiva.Abolizione del diritto di successione.Accentramento del credito in mano allo Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo.Accentramento di tutti i mezzi di trasporto in mano allo Stato.Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano collettivo.Eguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l’agricoltura.Unificazione dell’esercizio dell’agricoltura e dell’industria, misure atte ad eliminare gradualmente l’antagonismo fra città e campagna.Istruzione pubblica e gratuita di tutti. Ed è solo l’inizio….

Albert Nextein
Albert Nextein
10 Giugno 2020 22:16

Purtroppo, anche l’opposizione è statalista.
Qui di liberali, anche solo lontanamente einaudiani non se ne vede l’ombra.
Per non parlare di Scuola Austriaca di Economia.

Alfredo Branzanti
Alfredo Branzanti
10 Giugno 2020 21:37

Proviamo anche a vedere il rovescio della medaglia. Quanti imprenditori si sono trovati benissimo in questo sistema, quanti vi hanno tratto notevoli vantaggi? Una minoranza? Mah! E non dovremmo finalmente interrogarci sull’etica degli affari della nostra classe imprenditoriale?

Davide V8
Davide V8
10 Giugno 2020 21:08

>Ma se è vero, come è vero, che se le cartiere appartengono allo Stato non ci può essere libertà di stampa, così è verissimo che se le scuole appartengono allo Stato non ci può essere libertà di scuola.

Bel pensiero.
Purtroppo verissimo: la scuola non è libera per nulla, perchè serve come forma di indottrinamento. Esattamente come le cartiere statali.