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Per Bergoglio non tutti gli “ultimi” sono uguali

Nel sesto anniversario della visita a Lampedusa, Papa Francesco ha tenuto un’omelia pro ong che lascia più d’una perplessità

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Il Papa è il segno della sovranità di Dio sulle deboli opinioni umane (ivi incluse quelle del Papa stesso). Chiedo dunque rispettosamente: mettere l’accento in continuazione sul problema dei migranti, che nessuno sottovaluta, non crea due categorie di “ultimi”? Quelli che migrano, ultimi di serie A. Quelli che vivono a Canicattì, dove sono nati, ultimi di serie B. Accogliere il migrante è accogliere Cristo, accogliere il barbone stravaccato davanti al portone è “soltanto” una buona azione. Solo accogliere il migrante ci rende davvero umani.

Nel sesto anniversario della visita a Lampedusa, una scelta fortemente simbolica, ieri sera Papa Francesco è salito sull’altare di San Pietro davanti a 250 tra migranti, rifugiati e operatori per richiamare tutti alla «grande responsabilità» di farsi carico degli ultimi. Rubo la cronaca all’agenzia Lapresse. «Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie» è il grido del Papa che richiama tutti a considerare che i migranti «sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata».

L’omelia è tutta incentrata su quell’attenzione agli ultimi che sono i volti delle tante povertà di oggi, che – dice Francesco citando San Giovanni Paolo II – sono gli oppressi, gli emarginati, gli anziani, gli ammalati, i piccoli. Ed è dunque lì che va il pensiero del pontefice, a quanti «ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono». Il quadro è delineato con attenzione: «Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea». Purtroppo, incalza Bergoglio, «le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti».

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Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
10 Luglio 2019 17:16

Amico Gnocchi, come di abitudine scrivo troppo in fretta e non rivedo il testo ed ho trovato due erroru il libro· A paradise inhabited by devils· é della Jennifer Seleyn w non Selwin come scrissi. Per altro una magnfvilla dovrebbe essere magnifica villa.
. Lo vediamo dalle riunioni ecumeniche con i rappresentanti di religioni opposte che tutte venerano il dio vero differente dal cattolico, allora perché tanti sorrisi e tanti abbracci? Una dichiarazione di neutralitá? Inutile basva essere neutro, ma é il teatro e la finzione che contano. Poi mi venne un’associazione definitiva, lo rividi dopo l’elezione a papa quando appare e con voce e tono perfetto dice l’inaspettato Buona Sera tra il tripudio della folla che applaudí come se avrebbe applaudito Pavarotti. Fu un colpo maestro, da gran attore.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
10 Luglio 2019 5:23

Per capire brgoglio non bisogna dimenticare che é un gesuita e tutti hanno una strategia che per ordine instillato a loro dall’inizio devono perseguire USANDO TUTTI I MEZZI.. Ultimamente vidi in televisione a bergoglio nella sua visita a una magnfivilla dei gesuiti a Napoli, e stop!! mi ricordó il libro di Jennifer Selwin “Un paradiso abitato da diavoli” che narra la installazione del collegio dei gesuiti a Napoli dal 1550/1620 alla fine del secolo per educare missionari per convertire inizialmente mussilmani e poi si amplió a tutti gli infedeli. Cosa imparavano? I n primo liogo preparavano la strategia per la missione poi c’era la scuola di mortificazione, questo papa la ha cambiata per commiserazione, einfine c’era il teatro. nel quale i futuri missionari si esercitavano a recitare ed emozionare qualsiasi auditorio. Qui bisogna dire che un teatro esisteva in quasi tutitti i collegi dei gesuiti. Questo aspetto letterario dei gesuiti fu studiato da Maria Chuabó e FedericoDoglio nel loro “I Gesuiti e P(rimordi deT teatro Bbarocco in Europa”(1995), e piú recentemente da Giovanna Zanlonghi nel suo studio “Teatri di Formazone, Actio, parola e immagine bella scena gesuitica del sei-settecento a Milano”(Vita e Pensiero 2002).
La domanda é qual é la strategia i begogio? Certo non il rliberarsi della guardia svizzera. DOVE VUOLE ARRIE? Definivamente essere un Kingmaker nella politica
italiana.

Valter
Valter
10 Luglio 2019 0:10

E.C. : i cantoni Svizzeri sono 26, i 4 cantoni sono quelli di un noto gioco infantile.

Valter
Valter
9 Luglio 2019 23:33

Asserragliato con lo stato maggiore della curia a lui fedele nel bunker di S.Pietro, Bergoglio continuava a diffondere all’esercito dei suoi fedeli proclami di lotta contro il tiranno immaginario fino all’ultimo uomo e all’ultima donna, ignaro che l’esercito su cui contava aveva già lasciato al loro destino lui, la sua curia e tutta la flotta negriera. E da pragmatici quali sono, pure gli svizzeri della guardia Svizzera erano tornati ai loro 4 cantoni. Nella piazza S. Pietro deserta erano rimasti a gridare “W il Papa !” solo Gad Lerner, Orlando e De Magistris, vestiti da guardie svizzere, scolapasta in testa e Rolex d’ordinanza al polso.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
9 Luglio 2019 19:34

Quando leggo questi sermoni mi ruviene alla mente una frase letterarria la cui origine non ricordo lingua forcuta di serpente femmina.

Antonio
Antonio
9 Luglio 2019 18:11

Il Papa, molti preti e molti “buoni” dovrebbero compiere una riflessione utilizzando un poca di razionalità: un Paese con un elevato tasso di disoccupazione giovanile come può accogliere centinaia di migliaia di giovani in cerca di un lavoro? Non si rendono conto lor signori che accogliere un tal numero tante persone è propedeutico alla violenza, al razzismo, ecc.

ARMANDO TERRAMOCCIA
ARMANDO TERRAMOCCIA
9 Luglio 2019 16:10

Ma questi ultimi erano ultimi anche al loro Paese ? Non mi risulta che gli ultimi in quei Paesi Africani / Asiatici possano disporre dei dollari necessari per pagarsi le spese viaggio di solo andata verso l’Italia . Forse se rimanessero in Africa potrebbero aiutare ( con il lavoro ) quelli che sono veramente ultimi a non restarlo in eterno.