Per le politiche green è finita la pacchia: perché tra poco sarà un bagno di sangue

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trump green cilma

Lo scorso maggio alcuni affiliati alla Fondazione Clintel – quella che nel 2019 ha enunciato la World Climate Declaration, affermando con essa che non esiste alcuna emergenza climatica indotta dalle emissioni antropiche di CO2 – hanno inviato al Presidente Donald Trump, al suo Ministro per l’Energia, Chris Wright, e a Lee Zeldin, Direttore dell’Epa (l’Agenzia americana per l’Ambiente), un promemoria della Dichiarazione.

Allertata dalla Clintel e incoraggiata dal Presidente Trump, l’Epa americana ha proposto l’abrogazione delle dichiarazioni-capestro – che Barack Obama aveva chiesto all’Epa di enunciare nel 2009 – secondo cui l’umanità sarebbe sotto la minaccia – definita poi “esistenziale” da Joe Biden – del cambiamento climatico indotto dalla CO2 antropica. Ed erano dichiarazioni-capestro perché, con la scusa di proteggersi da quella minaccia alla esistenza stessa dell’umanità, offrivano giustificazioni al governo centrale che programmava di spendere 1 trilione di dollari nella transizione energetica. Insomma denaro a gogo ai mercanti di impianti fotovoltaici ed eolici e di auto elettriche.

La proposta dell’Epa dovrebbe essere approvata, perché a sostegno di essa ci si son messi diversi pezzi da novanta dell’amministrazione Trump, compreso il già citato Chris Wright, ministro all’energia. I danni raccolti negli anni di Al Gore, prima, e di Barack Obama e Joe Biden, poi, saranno pian piano riparati. L’America riprenderà a usare liberamente il proprio gas, petrolio e carbone, e l’industria ne avrà gran giovamento. D’altra parte, MAGA era, ed è, il motto di Trump.

In tutto ciò c’è da chiedersi quand’è che da noi, in Ue e in Italia, si prenderà atto della cosa, e cioè: la CO2 non è un gas climalterante, anzi fa bene averne in atmosfera in concentrazione maggiore dell’attuale, visto che favorisce una vegetazione più rigogliosa e raccolti più ricchi. Una volta capito questo, ogni progetto di de-carbonizzazione risulterebbe più dannoso che futile.

Per prenderne atto in Ue, però, bisognerebbe sbarazzarsi di Ursula von der Leyen e farle ammettere tutti gli errori che ha commesso sul tema. Non dovrebbe essere difficile visto che, ovunque ci ha messo di suo, la signora ha raccolto solo fallimenti: sul Green Deal, sulla gestione della campagna vaccinale contro il Covid, sulla guerra russo-ucraina, sugli accordi economici con gli Stati Uniti. A questo proposito, tutti puntano il dito sui dazi al 15%, ma la catastrofe è sugli impegni di acquisto di gas e di armi dagli Usa e sugli impegni di investimenti industriali negli Usa. Sono impegni trilionari e per la Ue sarà un bagno di sangue.

Franco Battaglia, 2 agosto 2025

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