Commenti all'articolo Perché il cinema non ha speranza

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Maria B.
Maria B.
6 Maggio 2021 8:19

Non sono una intellettuale, e quando un film viene osannato dalla critica divento immediatamente diffidente!
Purtroppo è da diverso tempo, da prima pandemia, che non vado più al cinema (per me il panorama è deprimente come la programmazione teatrale della mia città).
Ormai preferisco film d’azione, dove non si deve veicolare per forza messaggi pieni della melassa di quanto siano (chi!?) buoni, inclusivi, antirazzisti e coraggiosamente liberi di combattere chi non la pensa come loro così tanto buoni!
Peccato che sia solo con la loro tribù, che gli altri siano condannati al rogo!

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
4 Maggio 2021 22:21

Bello il sunto del film, dà il sapore della libera scelta.
Il sapore del sangue che senti quando, spingendo con la lingua, scalzi il tuo ultimo dente da latte, senza dir nulla a nessuno: niente soldino, niente lacrime, niente mamma che ti pulisce col fazzoletto. Ora sono grande.
Il contrario di ciò che il cinematografo è diventato: prenotazione, orario, posto numerato, alla fine obbligatorio uscire, anche se entreranno in tre…
No, il cinema non ha speranza, ricorda un impianto automatizzato di mungitura: Tac, tac, zzzzzzzt! Fschhhh.. Tac, tac, zzzzzzzt! Fschhhh..
15€ per 40 minuti di pubblicità.
Nomadland?
No Mad Land, meglio.

Victor
Victor
4 Maggio 2021 20:08

Ottimo articolo sulla condizione penosa in cui siamo costretti, in questi tempi pandemici, ad andare al cinema (qualcuno di sinistra la venderà di sicuro come una prova che siamo tornati a una specie di “normalità responsabile”). E strepitosa la recensione al film Nomadland. Istintivamente lo avrei tenuto a debita distanza (i cosiddetti film progressisti non li reggo più da anni), invece ora, grazie a Lei, mi è venuta voglia di vederlo. Ricorderò a lungo la chiosa finale sull’importanza e l’utilità del capitalismo, anche per chi lo disprezza e lo vorrebbe sostituire con i piani quinquennali.

Giovanopoulos
4 Maggio 2021 18:23

Bravo De Filippi!
Articolo tutto interessante.
Seconda parte ottima, perché finalmente qualcuno scrive qualcosa di sensato sull’anarco capitalismo, roba talmente agli antipodi del socialismo più o meno democratico che imperversa in Occidente, che fior di “intellettuali” ed anche qualche liberale, non ci capiscono una mazza.
Però, ragliano comunque giudizi.