Perché il sistema scolastico è discriminatorio

I genitori italiani non possono esercitare nei fatti il loro diritto alla libertà di scelta educativa

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Suor Monia Alfieri scuola

Molteplici sono state le emozioni che ho provato, e provo ancora, quando mi è stata comunicata la notizia dell’assegnazione del Premio Bellisario, un riconoscimento tra i più prestigiosi all’interno del panorama nazionale e non solo. Come sempre avviene in simili occasioni, il prestigio del premio diviene sempre motivo di sorpresa per me che, davvero mi si voglia credere, vivo il mio impegno quotidiano nella semplice ottica del compimento di una missione a servizio dei giovani e della società. Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

Ricevere, dunque, la Mela d’oro, assieme ad altre donne che si sono distinte nei vari campi d’impegno, per me diventa l’ulteriore occasione, un’occasione peraltro unica e irripetibile, per portare all’attenzione della società, in tutte le sue componenti, il tema dei giovani e della loro formazione, in particolare attraverso la scuola, una scuola che deve essere liberamente scelta dai genitori per i loro figli.

Come sappiamo, infatti, attualmente i genitori italiani non possono esercitare nei fatti il loro diritto alla libertà di scelta educativa: ciò che è scritto nella Costituzione, oggi, a distanza di quasi ottant’anni, non trova attuazione nei fatti. Ecco, io confido che la Mela d’oro getti una luce potente su questa iniquità e concorra a creare un dibattito politico e istituzionale che conduca alla definitiva soluzione di un problema le cui conseguenze sono tanto evidenti quanto nefaste per la nostra società: un sistema scolastico discriminatorio, regionalista, dai risultati scolastici disomogenei.

Lo studente che abita delle regioni del nord, dove le politiche regionali hanno introdotto misure a sostegno della libertà di scelta dei genitori, raggiunge livelli di apprendimento conformi agli standard europei, al contrario, lo studente del sud, territorio dove la percentuale del pluralismo educativo è pressoché azzerata a causa della chiusura, negli anni, di molti istituti paritari, raggiunge livelli di apprendimento di gran lunga inferiori ai suoi coetanei del nord ed europei. È chiaro, infatti, che la ricchezza della proposta formativa e culturale di un territorio, la varietà delle diverse proposte educative è elemento determinante nel creare un humus culturale dal quale scaturiscono i valori di un Paese, la sua tenuta sociale, la ricchezza dell’offerta di lavoro, l’attenzione a che tutti possano ricevere un’istruzione adeguata e tale da far sì che la scuola torni ad essere l’elemento fondante di un riscatto personale e sociale.

Questo è il compito della scuola: offrire un’opportunità di riscatto, a tutti e per tutti. Ringrazio davvero di cuore gli organizzatori dell’evento per avermi scelta come destinataria della Mela d’oro: da parte mia, a tanta generosità, posso solo rispondere con un rinnovato impegno nel campo della scuola e, mi sia consentito, con una preghiera per questo nostro Paese che ha potenzialità enormi ma che, troppo spesso, è preda dell’ideologia che chiude la strada alla soluzione di una iniquità troppo evidente e che concorre alla disgregazione sociale della Nazione. Grazie, dunque, alla Fondazione Bellisario e congratulazioni alle altre assegnatarie della Mela d’oro. Viva l’Italia!

Suor Anna Monia Alfieri, 14 giugno 2025

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