Esteri

Perché vacilla il regime di Khamenei

I poteri che passano al Consiglio Supremo dei Pasdaran, l'Ayatollah nel bunker: cosa succede in Iran

ali Khamenei iran israele Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Non traggano in inganno gli avvertimenti, le minacce e le dichiarazioni di rito, la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è ormai braccato. Un leader isolato, impaurito, ma comunque pienamente consapevole del fatto che, molto presto, la medesima amara sorte spettata ad alcuni degli uomini chiave del regime teocratico potrebbe raggiungere, inesorabile, anche lui. A comprovare l’estrema condizione di debolezza in cui si trova attualmente il regime degli ayatollah sono le stesse decisioni assunte nelle ultimissime ore dalla guida spirituale della Repubblica islamica, che rendono nel migliore dei modi possibili l’idea di quanto fragile possa essere oggi la leadership politica di Ali Khamenei.

Stando alla notizie riportate da Iran International, canale televisivo e agenzia di informazione digitale legata ad ambienti dell’opposizione iraniana in esilio, l’ayatollah si sarebbe infatti convinto a trasmettere alcuni suoi poteri esecutivi direttamente al Consiglio supremo dei Guardiani della Rivoluzione, i cosiddetti Pasdaran, per intenderci. La decisione, per molti versi inattesa, sarebbe maturata per via delle difficoltà incontrate in queste ultime ore dalla Guida Suprema nel gestire in tempo reale la linea di comando dal bunker, sito nell’area del parco di Lavizan, a novanta metri di profondità sotto terra, in cui Khamenei si sarebbe rifugiato per motivi di sicurezza insieme ai membri della sua famiglia.

Leggi anche:

Ma questa, si badi bene, è soltanto la versione ufficiale fornita dai funzionari di regime per giustificare la parziale abdicazione della guida spirituale iraniana. Le reali motivazioni sono in realtà ben altre. Il popolo persiano è allo stremo, e proprio non ne può più delle nefandezze del regime teocratico degli ayatollah. A ciò, si aggiunge, inoltre, la difficile condizione economica in cui verte il Paese, che rischia di divenire presto insostenibile, laddove le ostilità con Israele dovessero ulteriormente protrarsi, nonché l’indebolimento militare scaturito dagli attacchi subiti dalle forze armate israeliane. Proprio le operazioni condotte dal governo di Israele hanno recentemente mutilato i vertici militari del regime fondamentalista, decimando, in particolare, i fedelissimi della Guida Suprema, ma risparmiando, invece, gli esponenti di spicco della seconda generazione dei Pasdaran.

Tutti uomini molto meno legati al clero rispetto ai loro predecessori, e, al contempo, alquanto desiderosi di affermarsi presto ai vertici del regime. Talmente tanto, da potere persino pensare di approfittare del momentaneo vuoto di potere derivante dell’eliminazione dei fedelissimi di Khamenei e della conseguente fuga dell’ayatollah per cercare di assumere il controllo della Repubblica islamica. Non è certamente un caso, del resto, che il Mossad sia riuscito ad intercettare ed eliminare chirurgicamente tutti i funzionari più vicini alla Guida Suprema posti dallo stesso ai vertici del regime. Non a caso, tutti esponenti della prima generazione di Pasdaran, quella emersa dal processo rivoluzionario e di espressione prevalentemente clericale.

Cosa diversa, invece, sono i nuovi Pasdaran, quelli fino ad ora risparmiati dalle forze israeliane (sarà anche questo un caso?), uomini più slegati dagli ambienti clericali e perlopiù espressione degli apparati militari del regime iraniano. Gli stessi gruppi, per intenderci, nelle cui mani Khamenei ha appena rimesso una parte dei suoi poteri esecutivi affinché questi possano portare avanti il conflitto con il nemico giurato Israele in caso di sopravvenuta morte dell’ayatollah. Attenzione però: perché questa mossa, attuata dalla Guida Suprema dell’Iran per scongiurare il rischio di gettare il Paese nel caos in seguito ad una sua eventuale eliminazione, potrebbe risultare, nei fatti, proprio ciò che il governo israeliano si auspicava di raggiungere con la sua azione destabilizzante: indebolire la leadership della Repubblica islamica, cercando di separare il potere politico da quello religioso, spodestare una volta per tutte gli ayatollah e scrivere la parola fine almeno sull’esperienza teocratica.

Salvatore Di Bartolo, 19 giugno 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026