Una tristezza. Una melanconia che neanche Lars von Trier. Lettore io qui alla Ripartenza non ci vengo più. Dice ci sono gli antagonisti vai tu a seguirli. Gli altri in teatro e io sotto il sole di piazza Ferrarese e cosa trovo? Carabinieri e poliziotti come quelli che Ilaria Salis vorrebbe abolire a cuocere poveri cristi sotto il sole. Ma non c’è nessuno? Vengono, vengono. Si ma quando Dio santo, sono già le quattro e mezza e non si vede un’ombra. No ma vengono, hanno gli orari elastici. Cioè devono smaltire. Se non vengono, penso, mi incazzo, tutta ‘sta fatica e gli altri al fresco del teatro. Passa uno, sbandando, con un turbante in testa ma pare più che altro bevuto, attraversa la piazza come un cammello ebbro e sparisce in effetto doppler di strazio.
Più in là un barlume di speranza: un banchetto con la scritta Spezzare le catene dell’odio, ma sono solo testimoni di Geova. Quando il dio degli antagonisti vuole, arrivano due catorci giallo e blu, scendono poche risorse con delle sbarre, un gruppo elettrogeno probabilmente utilizzato a Bologna al convegno dell’autonomia del ‘77, ricompare anche il cammello ebbro, lo avevano mandato in avanscoperta. Arriva uno, peserà sui 30 chili, in tenuta balneare, parla con le forze dell’ordine, alcune erculee, ride molto, sembra più una cosa familiare, le divise lo ascoltano pazienti, quello si lamenta, “ci hanno dipinto come terroristi ma siamo buoni”. Praticamente chiede permesso.
Adesso hanno finito di smontare e montare, c’è il baracchino e c’è anche il lenzuolo programmatico, “ieri partigian3 oggi antisionist3, contro l’oppressione insieme a chi resiste”, fanno pure la rima bacièta, disgraziati maledètti. Saranno in tutto una ventina, in età da maturandi muti (volevo mandare un articolo vuoto, Porro non è empatico, non si cura veramente di chi sono, mi sento traumatizzato dentro, troppa competizione), non è che risaltino molto nell’indifferenza assolata della piazza, ci sono più agenti che antagonisti peraltro svogliati, poco motivati. In compenso il gruppo elettrogeno, che va a benzina agricola, sviluppa tossicchiando un inquinamento globale che Greta si farebbe venire gli stranguglioni.
La bandiera palestinese si affloscia stanca e sembra l’emblema di questi qua, del loro male di vivere male, uno non ne viene a capo e quasi ci casca dentro, si avvoltola: si insultano tra loro, in mancanza d’altro, ma insomma quando cominciano? Una ha i baffi, giuro, non esagero, i baffi come gli stinchi di Carola Rackete. Una mestizia, una stanchezza esistenziale.
Mi sono portato la scorta, siccome nessuno ha voluto accompagnarmi, dal foyer del Petruzzelli ho reclutato d’autorità Claudia e Giovanni. Claudia tesoro me la vai tu a prendere una foto di sti scappati dl mare? E a lei doverosamente vanno i crediti. Dice Claudia: sono meglio gli ultras del Bari, questi manco hanno scritto un chitemmorto a Trump. O a Crosetto.
Glielo spiegate voi a questi antagonisti turistici che il 5% delle spese militari Nato bla bla bla è un pro forma, un miraggio, un pedaggio, una tangente per potere partecipare al banchetto della ricostruzione? No ma loro sono contro le logiche imperialiste. A seguirli non c’è nessuno. Nessuno. Tranne il vostro cronista seduto a tavolino con una bottiglietta d’acqua frizzantina. Anni che non mi cimentavo con la cronaca vera e che cazzo vi racconto io? Del gruppo elettrogeno che scatena la nube tossica? Dei rifondaroli baresi che non esistono, di questi ragazzini che non riescono a tirar su un banchetto? E considerano Nicola il burattinaio del sionismo, di Trump? Qui si vede il drammatico scollamento dalla realtà, da ogni realtà, siccome si torna a vedere, uno come me che ci è cresciuto dentro ritrova tutto il velleitarismo alienato di questi fanciulli di buona famiglia che un po’ ridono, un po’ si insolentiscono e lo chiamano resistere, cambiare il mondo. Uno scarto abissale da ogni realtà ma i media possono chiamarlo impegno, protesta. Una che in venti minuti fa fuori 4 lattine di birra, forse ha ragione il mio amico Cruciani, “questo è un Paese ingovernabile” perché privo di logica, di realtà. Di manifestazioni ne ho viste, anche incendiate negli anni del fuoco e del piombo, ma questa non si può chiamare manifestazione, protesta. C’è una già ubriaca che tenta di provocare gli agenti, molte le donne. Gli agenti sorridono indulgenti.
Così ci si schiera su cose immani come la guerra in medio oriente, la questione palestinese, le logiche del bellicismo industriale, affaristico? Finalmente un coro, “Palestina libera dal fiume fino al mare”, il motto di Hamas, “frii frii palestai”, ma smettono subito perché non c’è nessuno e sono spompati, ventilazione accettabile ma quei 28 gradi si sentono. Avranno un’età media di 15 anni e ridono, ridono molto, forse per mascherare l’imbarazzo. Volevano impedire l’accesso al “mercante di morte Crosetto”.
Una cerca di scalare un lampione e ride, ride, fri fri palestai e pare un coro di anime morte, ma c’è la piazza inondata di sole e la gente passa e li guarda questi curiosi esemplari di imberbi umani ridens. Una fa la sbandieratrice col vessillo pestinese e Claudia dice: questa sta proprio scimmiata. Ha la voce gracchia della figlia di Fantozzi e non azzardo modificazioni genetiche indotte. Come fai a raccontare una cosa che non c’è, come cazzo fai? “È il piccio del sonno” dice Claudia e credo voglia dire il limbo del neonato comatoso. Rende bene, viene sonno narcotico anche a me, ma insomma che cazzo lo mandano a fare il gruppo elettrogeno che affumica Bari vecchia scatenando ore di CO2? Questi mi ci gioco le palle sono pure attivisti climatici. E io davvero non so più che dire, mi sento avvolto in una landa dell’inesistenza.
Adesso il motore tossico va a pieni giri e parte la lagna di qualche maranza antagonista, viva Palestina viva viva l’intifada. Sì, come no. Come contenuti non si va oltre, e che altro resta da dire? Passano alcune ragazzine con la coppa di gelato, vestite come in televisione, è un bel pomeriggio a Bari, soffia un dolce maestrale che rende tutto molto languido, molto vacanziero. Li sto guardando in quindici venti quanti sono e ridono, ridono e io non mi sono mai sentito più inesistente di così. C’è una musica che parla di occupazioni ma Ilaria Salis è lontana, sta a Bruxelles o forse oggi nella villa di famiglia a Monza.
Parte uno, sui 12 anni, sbraita di sionismo e di imperialismo, ma non riesco a seguirlo, ho il piccio del sonno, dice che il teatro, ehm… Petruzzelli di… di… Uno gli suggerisce: di Bari, e quello continua con la fiera dell’orrore e delle multinazionali sioniste, il progetto Apulia Israel che non ho capito cosa sia ma nooo siamo qua in piazza Ferrarese a dire no al piano di riarmo europeo. La Von der Leyen del riarmo la hanno appena salvata quelli come loro. Ma siccome non c’è nessuno che si ferma, si applaudono tra loro. Sullo smartphone mi arriva un messaggio del mio amico Tricarico, il cantautore, “Max guarda un po’ qua”. Apro e c’è una proposta per dare il Nobel per la pace a Francesca Albanese. Stamattina il sindaco di Bari ha detto che le dà le chiavi della città. Porro si è leggermente incazzato.
Max Del Papa, 12 luglio 2025
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