Bussiamo alla porta di Maurizio Landini, leader della Cgil, grande difensore della democrazia, uno che ad ogni “violenza fascista” non manca di scendere in piazza per difendere non si sa bene cosa. Bussiamo alla sua porta per chiedergli se ha visto le orribili immagini che arrivano da Genova, dal corteo a cui partecipano i lavoratori ex Ilva: si vedono i manifestanti attaccare il cordone della polizia, buttare pezzi di legno contro gli agenti, incendiare copertoni e lanciarli addosso ai poliziotti, infine utilizzare un trattore e un cavo d’acciaio per strappare le barricate che le forze dell’ordine avevano eretto a difesa della prefettura. Bussiamo alla porta di Landini perché in testa a quel corteo c’erano soggetti che indossavano la molto riconoscibile felpa della Fiom, sezione dei metalmeccanici del sindacato che lui ha l’onore di dirigere.
Gli chiediamo: cosa ha da dire, caro segretario? Può condannare questi deprecabili eventi come ha condannato il sacco della sede della Cgil nel 2021 ad opera dei No Vax?
Visto che ci siamo, bussiamo alla porta di Maurizio Landini anche per chiedergli se non era forse il caso, ieri sera, di provare a gettare un po’ di acqua sul fuoco dopo che un ex sindacalista della Fiom, Franco Grondona, aveva invitato i manifestanti, “se necessario”, ad andare “a picchiarsi con le forze dell’ordine” perché “noi non abbiamo paura”. Una strategia bella e buona, che infatti è stata messa puntualmente in atto: “Così – spiegava – finiamo sulle pagine dei giornali e poi sono affari del governo dire che picchiano gli operai che lottano per difendere la fabbrica e l’occupazione a Genova”.
Tanto che ci siamo, chiediamo a Maurizio Landini se può dire due paroline anche a Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, che dopo quelle orripilanti immagini ha avuto il coraggio di affermare che “a Genova oggi i metalmeccanici e la città hanno risposto in modo straordinario con solidarietà allo sciopero generale“. “Straordinario”, capito? Straordinario è lanciare copertoni contro la polizia. Straordinario incendiarli. Straordinario strappare con la forza un cordone imposto dalle forze dell’ordine (ps: quello è un bene dello Stato, che pagheremo noi contribuenti) e ricoprirle di petardi, insulti, uova. In realtà ci pare più straordinario, e decisamente paradossale, che la Fiom scenda in piazza per i diritti dei lavoratori e che se la prenda con altri lavoratori. Solo perché, invece della tuta da metalmeccanico, indossano una divisa.
Giuseppe De Lorenzo, 4 dicembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“


