L’annuncio per fortuna è arrivato a mercati chiusi, altrimenti… Matteo Renzi rompe con Mondadori e lo fa nel modo che più gli piace: con un post autocelebrativo sui social e un attacco diretto alla famiglia Berlusconi, in particolare a Pier Silvio. Al leader di Italia Viva non sono piaciute le parole del Ceo di Mediaset, reo di aver affermato che il senatore di Rignano ha perso credibilità e peso politico. Ebbene, l’ex premier ha annunciato la sua decisione di interrompere ogni rapporto con la casa editrice che ha pubblicato i suoi ultimi libri.
“Non sono un mediocre” il j’accuse di Renzi, rivendicando la scelta come gesto di libertà: “Non accetterò mai di scambiare la mia libertà per soldi”, aggiunge, dimenticando forse che fino a ieri di quei soldi sembrava apprezzare il valore. Poi l’affondo personale: “Non resto in un gruppo dove l’azionista attacca me e difende la premier”.
Già reduce da diversi cambi di editore, Renzi si mette in posa da vittima del potere – come sempre – elencando presunti torti subiti dal governo: una legge sui compensi (che riguarderebbe anche lui), un presunto intervento sulla scorta, fino all’addio all’editore. Eppure, assicura, “non mi sono mai sentito così libero”. Una libertà che, a giudicare dai toni, sembra più un atto d’accusa contro chi osa difendere Giorgia Meloni, colpevole di essere, a suo dire, “sostenuta” da Mediaset e dalla Mondadori, che ha pubblicato le sue due ultime fatiche letterarie, ossia Il Mostro e L’influencer.
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L’ex presidente del Consiglio non risparmia nemmeno un paragone con Silvio Berlusconi, che – dice – “non avrebbe mai fatto una cosa simile”. Per lui parole di rispetto: “Con lui ho litigato, ho avuto momenti di scontro durissimo, ho perso Palazzo Chigi. Ma con lui c’è sempre stato un rispetto umano di fondo che oggi manca più che mai”. Ed eccoci al finale: “La libertà ha un prezzo. E io non resto in un gruppo dove l’azionista mi attacca sul piano personale. […] Andiamo avanti con il sorriso e con la libertà nel cuore”.
Il solito Renzi semplicemente, quello continua a vedere complotti ovunque, anche in chi – come Mondadori – gli ha dato spazio e visibilità. Il copione è sempre lo stesso: si alza il tono, si recita la parte del martire e si cambia palco. Con il sorriso, certo. Ma sempre pronto allo scontro.

Ma seriamente: chi può contestare quanto affermato da Pier Silvio Berlusconi? Renzi è al 2 per cento nei sondaggi da diverso tempo, politicamente ha una rilevanza ridotta ai minimi termini nonostante la grande presenza in tv e sui giornali. Italia Viva è un progetto che non ha avuto successo e che ha visto diversi esponenti andare via. Un ridimensionamento visibile a occhio nudo rispetto all’epoca Pd, eppure solo Renzi non lo ha capito. Perché altrimenti non avrebbe senso offendersi per una affermazione vera.
Mondadori continuerà ad esistere anche dopo l’addio di Renzi, questo è certo. Resta da capire quale sarà il futuro politico del senatore di Rignano, che nonostante capriole e battaglie strumentali continua a perdere consensi.
Franco Lodige, 10 luglio 2025
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