Politiche green

Più l’auto è grande, più paghi: va in scena l’ecologismo marxista

Il referendum indetto dal Comune di Parigi contro i Suv è una pagliacciata. L’obiettivo è colpire la ricchezza

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sindaco parigi suv

Ormai è chiaro: esiste un fil rouge che lega indissolubilmente il socialismo di stampo marxista del secolo scorso con l’ecologismo sfrenato dei giorni nostri. A ben vedere, infatti, la religione climatista può essere considerata a tutti gli effetti una moderna e accattivante trasfigurazione del marxismo: identico approccio, medesimi artifici retorici, uguale voglia di imporre forzatamente il proprio credo come unico e incontrovertibile, stessi nemici, ovvero la ricchezza, il benessere, la crescita. Gli ecologisti di oggi, dunque, altro non sono che i comunisti di ieri, abili a svestire tempestivamente l’ormai superata casacca rossa, per abbracciare al suo posto un più moderno verde, nel tentativo di apparire più freschi e al passo coi tempi e potersi rifare una verginità. Per il resto cambia poco o nulla, l’ideologia green tanto in voga oggigiorno è, al pari del socialismo, una chiara espressione della perversa deriva socio-economico-culturale della sinistra europea.

Un limpido esempio di come marxismo ed ecologismo vadano di fatto a bracetto in Europa può essere rappresentato da Anne Hidalgo, sindaco socialista di Parigi che, in nome dell’ecologia, ha praticamente finito col dichiarare guerra ai Suv. Ebbene sì, da settimane, il primo cittadino della capitale francese ha intrapreso una vera e propria crociata contro le auto di grosse dimensioni, in quanto, secondo gli amministratori parigini, più grande è il veicolo, maggiore sarà l’inquinamento prodotto, il rischio di incidenti causati e gli spazi pubblici disponibili.

La battaglia ideologica della Hidalgo è culminata con un referendum indetto dal Comune di Parigi e premiato nelle ultimissime ore dai residenti con il 54% dei consensi favorevoli. Un trionfo secondo il primo cittadino parigino, peccato solo che in totale abbia votato poco più del 5% degli aventi diritto. Ma, in ogni caso, il Sì ha comunque vinto, e così, ogni automobilista in possesso di un veicolo dal peso superiore a 1,6 tonnellate vedrà ora triplicati i costi dei parcheggi, con tariffe che arriveranno a toccare finanche quota 18 euro l’ora nei quartieri centrali della capitale transalpina.

E attenzione, perché non si tratta di una battaglia combattuta esclusivamente in nome e per conto dell’ecologismo, bensì, di una vera e propria crociata contro i Suv in generale, dal momento in cui l’aumento del prezzo dei ticket non risparmierà neppure le vetture elettriche di grandi dimensioni.

Perché, nei fatti, il vero problema per Anne Hidalgo e la sua amministrazione non è la tutela dell’ambiente dai danni causati dall’inquinamento, né quella dei cittadini dal rischio di incidenti, quando piuttosto il concetto stesso di Suv, sia esso con motore a combustione, ibrido o persino elettrico. Poco importa. Il vero obiettivo è colpire la ricchezza, in ogni sua espressione ed esibizione, anche a costo di cadere nel ridicolo. Così, con le nuove tariffe volute dall’amministrazione Hidalgo, per appena sei ore di parcheggio in un distretto centrale di Parigi i proprietari di Suv arriveranno a pagare la cifra monstre di 225 euro. A cominciare dai veicoli elettrici.

Salvatore Di Bartolo, 6 febbraio 2024

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