in

Che tristezza il capitalismo millennial, vegetale e analcolico - Seconda parte

Dimensioni testo

Andate a Ginevra da MrBarber, il tempio dei mocktail, qua si trova il mitico Oseille de Guinée, sciroppo di tamarindo, zenzero fresco spremuto, limonata, confettura d’ibisco e, indispensabile, una goccia di Perrier. Siete maturi per entrare nel tabernacolo dell’afrodisiaco politico vegetale. Qua si capisce come il mocktail sia il fil rouge che mancava per trasformare, in termini culturali, la cena in un rito sacerdotale dove chef pluristellati e clienti cosmopoliti, mischiano i loro ruoli e diventano artisti del gusto visivo. Al centro c’è l’impiattamento e il cibo si fa natura morta. I veri gourmet 2.0 ormai il piatto si limitano ad osservarlo, le posate restano intonse, si comportano come i critici d’arte davanti a un’opera di Jeff Koons, mentre si centellinano l’Oseille de Guinée., e, pensosi, commentano il piatto. Siamo nel mondo liquido del Ceo capitalism, destrutturato, vegetale, analcolico. Prosit!

Riccardo Ruggeri, 27 settembre 2019

Zafferano.news