Giustizia

Pm in guerra con Milano: sequestrati due edifici di lusso in costruzione

Il progetto residenziale di 4 e 11 piani nasce sulle rovine di un palazzo già demolito. Gli indagati sono 27

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Dopo i roboanti arresti di quale mese fa, e le altrettanto clamorose sentenze che hanno rimesso in libertà gli indagati, la Procura di Milano non si ferma nella sua battaglia contro i cantieri “rapidi” messi in piedi per mezzo di una “Scia” al posto della più classica (e infinita) pratica per una nuova costruzione. I pm hanno sequestrato il cantiere Unico-Brera, situato in via Anfiteatro 7, nel cuore del centro storico. Il cantiere, che comprende due edifici residenziali di 4 e 11 piani, è stato bloccato per presunte irregolarità. Secondo gli investigatori, il progetto sarebbe stato portato avanti violando le normative urbanistiche. Già dal 2006, l’area era rimasta libera dopo la demolizione di un antico edificio del Settecento composto da due corpi di 3 e 5 piani.

Gli indagati

Il sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini, su richiesta dei pubblici ministeri Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Questo episodio rientra in un’inchiesta più grande sugli abusi edilizi a Milano, che sta analizzando la gestione dei progetti urbanistici della città. Sono 27 le persone indagate, tra cui imprenditori, architetti, ex funzionari comunali e membri della Commissione per il Paesaggio tra cui o l’ex direttore dello Sportello Unico per l’edilizia Giovanni Oggioni. Tra i nomi rilevanti i proprietari Carlo e Stefano Rusconi e l’architetto Marco Cerri. 

Le accuse

I magistrati sostengono che il progetto Unico-Brera abbia beneficiato di una falsa qualificazione come “ristrutturazione edilizia”, nonostante si trattasse di un’area completamente vuota. Questa classificazione avrebbe permesso agli sviluppatori di pagare oneri di urbanizzazione ridotti, pari a 800.000 euro, con uno sconto del 60% rispetto a quanto sarebbe stato dovuto per una nuova costruzione. Inoltre, il progetto avrebbe incrementato illecitamente superfici e volumi, tra cui la torre di 11 piani. Il sequestro preventivo è stato ritenuto necessario per impedire il completamento dell’opera.

Nel decreto, il gip ha sottolineato l’assenza di interventi da parte dell’amministrazione comunale per fermare le presunte irregolarità. Il giudice ha dichiarato che i funzionari coinvolti o avrebbero, con “artifici” e “condotte anche omissive”, violato il Piano urbanistico generale.

Il progetto e la trasformazione dell’area

Originariamente, il terreno di via Anfiteatro 7, espropriato dal Comune nel 1980, doveva ospitare nove abitazioni popolari. Questo progetto fu poi accantonato, e il terreno venne destinato a un nuovo intervento immobiliare nel 2007. Nel frattempo, i resti settecenteschi presenti nell’area furono demoliti. La costruzione attuale, invece, prevede due edifici residenziali di lusso, con un totale di 27 appartamenti. Tuttavia, la Procura sostiene che il progetto non sarebbe mai stato approvato se sottoposto a un piano attuativo regolare, poiché violava i limiti sulle altezze, le densità edilizie e gli standard urbanistici della zona.

Manco a dirlo: tutto ancora da dimostrare…

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