Altolà del Colle sui rimpatri, il governo cambia strada: ecco la nuova strategia

Saltano gli emendamenti sulla norma contestata sugli incentivi agli avvocati. Dopo il confronto con Mattarella, l’esecutivo accelera per varare un nuovo provvedimento entro poche ore

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Giorgia Meloni

Nessun emendamento correttivo, ma un nuovo decreto legge. È questa la soluzione individuata dal governo per superare l’impasse apertasi sulla norma che prevede incentivi agli avvocati impegnati a favorire il rimpatrio volontario dei propri assistiti. Una scelta maturata nelle ultime ore, dopo che inizialmente sembrava prevalere l’ipotesi di intervenire direttamente sul testo già in esame.

Subito dopo l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, infatti, l’orientamento apparso più probabile era quello di un emendamento correttivo. Una strada che avrebbe consentito di modificare la disposizione contestata senza cambiare l’impianto complessivo del provvedimento. Alla fine, però, la linea scelta è stata diversa. Secondo quanto apprende l’Agi, il nuovo decreto potrebbe essere portato all’esame del Consiglio dei ministri già nella riunione di oggi oppure in quella prevista domani. Nelle prossime ore governo e forze di centrodestra definiranno il percorso definitivo, anche alla luce dei tempi molto stretti imposti dalla scadenza imminente del decreto attualmente in vigore.

Il nodo principale riguarda proprio il calendario parlamentare. Il provvedimento scade il 25 aprile e un’eventuale modifica attraverso emendamento comporterebbe un nuovo passaggio al Senato, con il rischio di allungare ulteriormente i tempi. Per questo motivo l’esecutivo starebbe valutando come soluzione più lineare quella di un nuovo testo normativo, capace di affrontare il punto contestato senza riaprire l’intero iter. Determinante, in questa fase, è stato anche il confronto con il Quirinale. Durante il colloquio con Mantovano, il Capo dello Stato avrebbe espresso con chiarezza le proprie perplessità sulla norma relativa agli avvocati, ritenendo necessario un intervento. Da qui l’accelerazione delle ultime ore e la ricerca di una strada alternativa.

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Nel frattempo le opposizioni leggono la scelta del governo come il segnale di una tensione istituzionale. “Il governo e la maggioranza stanno andando deliberatamente allo scontro con il Colle”, sottolinea la capogruppo dem Chiara Braga: “Si tratta di un fatto molto grave: siamo davanti a una fibrillazione istituzionale senza precedenti”. Ricordiamo che negli scorsi giorni il dibattito sulla norma è stato a dir poco rovente con l’asse formato da sinistra e avvocatura. Il Cnf aveva preso le distanze da quel testo, rimarcando che certi compiti “non rientrano tra le proprie competenze istituzionali”. Una reazione accolta dagli applausi – ovviamente – dell’Anm. Giudizi negativi anche da parte dell’Unione delle Camere penali – la previsione è “incompatibile con la Costituzione e con i principi più elementari della deontologia forense” – e delle associazioni dei giuristi progressisti.

Il quadro resta dunque in evoluzione, con Palazzo Chigi chiamato a sciogliere rapidamente gli ultimi nodi politici e tecnici. L’obiettivo è chiudere la partita entro poche ore, evitando che la scadenza del decreto renda ancora più complessa una vicenda già diventata centrale nel confronto tra governo, maggioranza e opposizioni.

Franco Lodige, 21 aprile 2026

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