Bompressi, la grazia all’assassino che non indignò

Altro che Minetti: uccise il commissario Calabresi, mai pentito. Ebbe l'appoggio della stampa intera

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Editoriale Sallusti

Sulla grazia concessa a Nicole Minetti ognuno può pensarla come meglio crede, ma non ci si venga a dire che il problema sta nei cavilli delle procedure che hanno portato alla decisione finale del Presidente della Repubblica.

Se Nicole Minetti fosse stata artefice di serate sconvenienti organizzate in proprio, la notizia avrebbe occupato a malapena un trafiletto in cronaca. Ma, essendo stata protagonista delle serate sconvenienti di Arcore per conto di Silvio Berlusconi, per gran parte dell’intellighenzia del Paese è una che non può passarla liscia.

Come si dice? Fine pena mai, anche perché la signora non è finita — per restare in tema — ai bordi di una strada a elemosinare: non vive di stenti, bensì non ha alcun problema economico; vive in un certo lusso, di cui non si vergogna per nulla. Insomma, Nicole Minetti è antipatica: su di lei si scaricano antichi rancori e nuove invidie sociali, come se l’istituto della grazia dovesse essere applicato in base alla fede politica o al reddito del graziato.

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Si dice: non si può graziare una persona accusata di sfruttamento della prostituzione. Detto che, per definizione, la grazia la si concede a chi ha commesso un reato e non a chi ha la fedina penale linda; detto che non risulta agli atti che la Minetti abbia mai costretto nessuno a prostituirsi (metteva in contatto ragazze in cerca di scorciatoie della vita con signori in grado di offrire loro scorciatoie), qualcuno dovrebbe spiegarci perché la maggior parte di chi oggi si scandalizza si batté (con successo) per concedere la grazia a Ovidio Bompressi, esponente del gruppo paraterroristico Lotta Continua, condannato in via definitiva per l’omicidio del commissario Calabresi, il cui comportamento, peraltro, non fu a norma di legge anche dopo l’arresto e la condanna.

Usciamo quindi dalle ipocrisie: un assassino di sinistra può e deve essere graziato a furor di popolo, una spregiudicata e benestante amica di Berlusconi no, mai, neppure se a deciderlo sono un procuratore della Repubblica, un ministro della Giustizia e un Presidente della Repubblica. Perché? Perché a lor signori non piace. Tutto il resto sono dettagli.

Alessandro Sallusti, 30 aprile 2026

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