Nella notte del 29 marzo 2026, intorno alle 00:20, il cellulare di Ismaele La Vardera si illumina. Il deputato regionale siciliano e leader di Controcorrente riceve un messaggio su WhatsApp. Il mittente è Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri. Meloni allega un video che La Vardera aveva pubblicato il giorno prima e commenta: “Che modo vergognoso di fare politica, il cambiamento…”. La Vardera ha reso pubblica la conversazione la mattina del 29 marzo. Ismaele La Vardera è un deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, ex giornalista de Le Iene e fondatore del movimento Controcorrente. Giorgia Meloni è la presidente del Consiglio dei ministri e leader di Fratelli d’Italia.
La Vardera replica e accusa
La Vardera ha risposto alla premier. Nel suo messaggio di replica, il deputato ha scritto: “Le ho risposto e ribadito che la Sicilia non è più nelle condizioni di governare e che dovrebbe essere lei a vergognarsi per aver consegnato la nostra terra nelle mani di Schifani e compagnia”. Ha proseguito dicendo: “Proprio come ha fatto con Delmastro e Santanché, faccia dimettere tutti i suoi esponenti indagati e rinviati a giudizio che ci sono in Sicilia”. In un post su Facebook, La Vardera ha commentato lo scambio. Ha scritto: “Un messaggio stringato che fa capire la grande irritazione contro di me e l’effetto della mia azione politica”. Ha aggiunto: “Un chiaro messaggio che dopo la sconfitta del referendum la Meloni non è più politicamente lucida”.
La polemica nasce dall’impugnativa di una legge sui ristori
Il tutto parte da una decisione del Consiglio dei ministri. Il governo ha impugnato una legge della Regione Siciliana. Questa legge stanziava oltre 40 milioni di euro di ristori. I fondi erano destinati ai territori colpiti dal ciclone Harry di gennaio. Tra questi c’era il comune di Niscemi, flagellato da una frana. Il governo ritiene che alcune parti della legge vadano oltre le competenze regionali. Secondo l’esecutivo, violerebbero l’articolo 117 della Costituzione e le norme statali su previdenza e concorrenza. La Vardera, invece, ha definito l’impugnativa una “ritorsione” politica contro la Sicilia. La Sicilia aveva votato in massa “No” al referendum costituzionale.
Meloni nega la ritorsione
Nei messaggi WhatsApp, Giorgia Meloni ha respinto con forza l’idea della ritorsione. Dopo il primo messaggio, la premier ne ha inviati altri. In uno di questi ha scritto: “E ora che faccio, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni?”. La Vardera ha riportato integralmente questa frase. I due si conoscono da tempo. Nel 2017, La Vardera si candidò a sindaco di Palermo. In quell’occasione era sostenuto da Fratelli d’Italia e dalla Lega. Il suo progetto, però, era un documentario-inchiesta sulla politica chiamato “Il sindaco – Italian politics for dummies”. L’ultimo scambio di messaggi tra i due prima di questo risaliva al 2023, per un incontro al Quirinale.
Le reazioni politiche: solidarietà e critiche alla premier
La vicenda ha scatenato reazioni nel mondo politico. Il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita ha commentato. Ha detto: “Al di là del merito della vicenda, colpisce parecchio”. Ha aggiunto che mentre la premier “diserta il Parlamento”, trova il tempo di guardare video social e mandare messaggi a mezzanotte. La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino ha parlato di una vicenda “sorprendente”. Musolino ha affermato: “Fa emergere il lato antidemocratico della premier”. Ha concluso: “Irritarsi e scrivere di notte contro chi ha osato criticare un’impugnativa del governo denota una sostanziale allergia per le più elementari regole istituzionali”. La senatrice ha espresso solidarietà a Ismaele La Vardera.
La Vardera non molla
Dopo che la stampa ha ripreso la notizia, Ismaele La Vardera è tornato a postare sui social. Ha scritto: “La vicenda diventa un caso politico nazionale”. In un altro passaggio della sua risposta a Meloni, il deputato ha usato un’immagine forte. Ha scritto: “Hai usato la verga a Roma? Bene, non usare la bambagia per la Sicilia”. Ha poi chiesto alla premier di “staccare la spina al governo Schifani”. Il riferimento è al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. La Vardera ha chiuso il suo post pubblico con un appello ai sostenitori: “Una cosa vi chiedo STATECI VICINO”.
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