Il problema del Pd, alla fine, sono sempre gli altri. Gli elettori, possibilmente. Quelli che non capiscono, quelli che si fanno abbindolare, quelli che votano con la pancia. E adesso abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti: quelli che scelgono la destra sarebbero soprattutto quelli che hanno studiato poco. Complimenti. Poi magari ci si domanda perché il famoso popolo della sinistra abbia preso armi e bagagli e abbia traslocato altrove.
Stefano Bonaccini, presidente del Pd ed europarlamentare, parlando ad Albenga ha provato a spiegare il progressivo spostamento verso destra delle classi popolari. Un fenomeno che, naturalmente, esiste e riguarda buona parte dell’Occidente. Ma la spiegazione offerta dall’ex governatore dell’Emilia-Romagna è di quelle che sembrano fatte apposta per confermare tutti i difetti che da anni vengono rimproverati alla sinistra.
“Il voto al primo e al secondo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci”, ha spiegato Bonaccini ai microfoni di Ivg, “è il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e di chi sta peggio economicamente”. Tradotto dal politichese: se l’operaio non vota più Pd, il problema potrebbe non essere il Pd. Potrebbe essere l’operaio.
Ed è probabilmente qui che si nasconde una delle ragioni per cui la sinistra italiana continua a interrogarsi sul mistero della propria incapacità di conquistare stabilmente il consenso. Per decenni si è raccontata come la casa naturale delle periferie, degli operai, dei pensionati e delle fasce più deboli. Oggi scopre che proprio quelle categorie votano Meloni, Salvini o magari Vannacci e, anziché domandarsi fino in fondo dove abbia sbagliato, finisce per trasformare la sociologia elettorale in una pagella scolastica. Hai votato dalla parte sbagliata? Forse hai studiato poco.
È una tentazione antica. Trump non viene eletto perché milioni di americani hanno bocciato le politiche democratiche: vincono la rabbia e l’ignoranza. La Brexit non passa perché una fetta enorme del Regno Unito non si riconosce più nell’Unione europea: votano quelli lasciati indietro. La destra avanza in Francia, Germania o Italia? Il copione cambia poco: periferie, disagio, paura, scarsa istruzione, voto di pancia. Curiosamente manca quasi sempre una possibilità: che qualcuno abbia ascoltato le proposte della sinistra e abbia deciso, perfettamente consapevole, di non votarla.
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Bonaccini, va detto, individua poi una questione molto più seria quando invita il centrosinistra a tornare a occuparsi di “diritti sociali”, lavoro, istruzione e sanità. Ed è probabilmente questo il punto sul quale il Pd dovrebbe concentrarsi. Perché se interi pezzi delle classi popolari hanno abbandonato la sinistra, forse non è necessario sottoporli a un test d’ingresso universitario. Sarebbe sufficiente chiedersi perché non si sentano più rappresentati.
Il paradosso è magnifico. Il Pd vuole riconquistare gli elettori delle periferie e contemporaneamente gli spiega che votano a destra perché hanno studiato poco. Vuole tornare a parlare agli operai, ma prima gli consegna la diagnosi: siete vulnerabili alla propaganda perché state peggio degli altri. Una strategia elettorale praticamente infallibile. Per perdere.
Massimo Balsamo, 28 agosto 2026
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